Erano anni che sognavo di passeggiare sui campi di lavanda in fiore della Provenza.

18 LUGLIO 2018

Sapevo che la lavanda fioriva da metà giugno a metà Agosto, quindi ho scelto il periodo che andava dal 18 al 22 Luglio in primis perchè il 18 era il mio quarto anniversario di matrimonio e poi…beh perchè la Ryanair proponeva il diretto da Catania a Marsiglia in quelle date.

Ho iniziato a studiare l’itinerario 6 mesi prima, ho spulciato una Lonely Planet, divorato 3 libri ambientati in Provenza (tra cui lo straconsigliatissimo “Un anno in Provenza”), ho rivisto il film “Un’ottima annata” e passato ore sul web.

Il 18 Luglio siam partiti, siamo arrivati alle 14, abbiamo affittato la macchina, ci siamo diretti verso Cavallion e dopo un oretta di riposo in hotel abbiamo cercato di sfruttare le poche ore di luce rimaste, avviandoci verso Gordes.

Nota molto positiva per l’albergo, Hotel du Parc, soprattutto per pulizia, gentilezza e ottimo rapporto qualità prezzo. Ma anche molto particolare nell’arredamento tradizionale provenzale senza la mancanza di nessun comfort.

Piccolo paesino, rinomato per essere stato set del film “Un’ottima annata”, Gordes fa parte del circuito Plus beaux villages de France, una sorta de I borghi più belli d’Italia insomma.

La Lonely Planet lo chiama Gigantesca Torta Nuziale, perchè appena passata una curva la si può ammirare interamente appollaiata su di un monte con le sue casette e i suoi muretti bianchi, che disegnano una sorta di percorso concentrico proprio come la decorazione di una torta. Qua e là il bianco si alterna al verde scuro di cipressi, filari di vite e alberi di ulivo.

Arriviamo all’ora del tramonto, che colora il paesello di una luce soffusa e pacifica. Ma se la luce è perfetta, una volta entrati nel paese ci rendiamo conto che non lo è l’orario. Infatti il fascino di questi borghi è altamente influenzato dalle botteghe e dai negozietti che con i loro colori e la merce esposta riempiono vivacemente l’atmosfera.

Vedere tutto chiuso, tranne che per i ristorantini, penalizza un pò il luogo che comunque visitiamo. Il centro è molto molto piccolo, quindi ben presto risaliamo in macchina per tentare di visitare la vicina Abbazia di Senanque senza la folla di turisti che ogni giorno l’assale.

Idea saggia, perchè il luogo è quasi deserto, troviamo solo una coppia con una bambina piccola davanti al muretto antistante il campo di lavanda…antistante all’abbazia! Naturalmente la struttura era chiusa ma non mi interessava particolarmente il suo interno quanto il colpo d’occhio bellissimo che l’insieme dava mettendosi davanti quel muretto.

Muretto non proprio piccoletto, perchè volevo issarmi sopra ma scalare quel muro non è stato facile 😂, mi ci sono dovuta arrampicare a forza di braccia senza l’aiuto di mio marito che teneva il bambino, 😨, ammettendo con me stessa che i monaci cistercensi dell’Abbazia di Senanque magari non avrebbero approvato la posa da lettino sulla spiaggia.
Però una volta lassù il silenzio della vallata, il profumo della lavanda, l’aurea che il monastero emanava, l’assenza quasi totale di turisti, mi ha trasmesso un frammento di pace che non dimenticherò facilmente.

Inutile dire che il luogo era al primo posto della mia bucket list provenzale, anche se quest’ultima era ancora molto molto lunga.

Ringrazio la pazienza dei miei compagni di viaggio che alle 8 di sera, dopo tante ore di viaggio, mi hanno fatto un milione di foto nel primo campo di lavanda avvistato.

Per quanto riguarda la cena vi devo confessare una cosa a malincuore…non siamo fan della cucina francese! E anche se volevamo cercare di cambiare idea assaggiando e provando, quella sera non ce la sentivamo.

VOLEVAMO LA PIZZA…ecco l’ho detto! Però almeno siamo capitati bene!

Il ristorante si chiama IL DOPPIO e si trova in aperta campagna, i tavolini con le sedie in ferro battuto erano posizionati nel cortile tra gli alberi, tra cui erano tesi fili di piccole lampadine, la ghiaia bianca per terra e la musica soffusa francese ma stile latin style, completano i miei ricordi assieme ad un altalena in vimini a forma di nido con un cuscino bianco dentro che immancabilmente non potevo non provare!

La pizza in stile napoletana giuro che era ottima, il dolce non tanto. Prezzo abbordabilissimo (45 euro), per essere all’estero e mangiare italiano è ottimo!

Torniamo in albergo e ninna per tutti!

A presto con LA MIA PROVENZA #2

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