Se vuoi leggere la LA MIA PROVENZA #1 CLICCA QUI

19 LUGLIO 2018

Ci alziamo verso le 7,30 e come prima cosa dopo aver fatto colazione chiedo qualche informazione all’ufficio del turismo, che per fortuna si trova a lato dell’hotel. C’era una questione che mi preoccupava già da qualche tempo, ancora prima di partire: nella zona a più alta percentuale di campi di lavanda la si raccoglieva ad inizio Luglio! Avevo paura di non trovare nulla 😢!

All’ufficio del turismo però mi assicurano che nella zona di Sault, più a nord, la raccolta era in Agosto inoltrato quindi eravamo ancora in tempo!

Di quello che è successo a tema lavanda ne parlerò dopo… perchè intanto ci dirigiamo verso Roussillon, piccolo paesino a mezzoretta di auto dal nostro hotel.

Appena parcheggiato ci rendiamo conto che il villaggio di Roussilion si staglia nell’azzurro del cielo limpido con tutte le sue sfumature di rosso, arancione e amaranto.

Passeggiando per il paesello si incontrano bancherelle di spezie, saponi colorati, formaggi e salumi, in un tripudio di colori e odori.

 

Roussillon fa parte a pieno titolo dell’associazione dei più bei villaggi di Francia (“les plus beaux villages de France”).
L’abbiamo spulciato tutto da cima a fondo, cercando di scovare tutti gli angoletti più carini da fotografare e portare per sempre con noi.

Negli scorsi mesi, studiando l’itinerario ho letto pure un romanzo ambientato qui, La lista di Lisette, che consiglio a tutti quelli che come me, malati di wonderlust, riempiono gli spazi vuoti tra un viaggio e l’altro nella preparazione e organizzazione del prossimo calandosi il più possibile nel luogo, nella cultura, nella tradizione.

A Roussilion tutto è prevalentemente rosso, l’intonaco delle casette, i mattoni e le tegole, le strade, persino lo stesso nome del paese deriva da questo colore.
Tutto ciò è dovuto alle cave di ocra situate accanto al borgo, che è possibile visitare tramite un percorso abbastanza agevole. Beh…non proprio agevolissimo quando si ha un neonato che bisogna caricarsi addosso😰, tutto “incremato” di protezione 50, a Luglio a 35 gradi (beh la lavanda fiorisce solo ora!).

Per fortuna c’è il mio daddy hero che non si tira indietro a queste sfide e con imbracatura più baby sfida il sole della Provenza scendendo nelle cave rosse stile Dante verso i gironi infernali.😂😂😂

Il biglietto costa 2,5 euro, e si può scegliere se effettuare un percorso più breve di mezzora o uno più lungo di un ora. Noi per evidenti motivi abbiamo scelto il primo in cui credo comunque si veda la parte migliore del percorso.

L’ocra estratta qui nel passato è stata usata per fabbricare i colori usati anche da famosi impressionisti che in Provenza hanno vissuto tutta o parte della loro vita.

Non abbiamo incontrato solo il rosso qui a Roussillion, perché il viola della lavanda è comunque d’appertutto, anche nelle gelaterie, perciò un cono alla lavanda è irrinunciabile😋🍦💜

Dopo pranzo torniamo in albergo per riposarci e poi perchè le temperature erano troppo alte, anche se non fossimo stati con un bambino piccolo.

Alle 17 ci avviamo per la sopracitata Sault, durante il percorso (e poi il giorno dopo) mi sono resa conto che:

Sault e Valensole sono i 2 centri nevralgici della lavanda in Provenza.
Sono molto diversi l’uno dall’altro.
Sault taglia la sua lavanda tardivamente, infatti indice la sua sagra a fine Agosto, è collinare e i suoi campi non sono enormi (almeno quelli visti da me lungo la strada per Sault), ma hanno forme irregolari e si alternano a campi di altra semina, a grandi casolari e boschetti fitti.

Valensole è diversissima, raccoglie la lavanda già a fine Giugno, è molto più pianeggiante e forse anche per questo i suoi campi sono letteralmente sconfinati! Ma di Valensole parlerò bene nel prossimo post.

Ad ogni modo i primi campi li abbiamo incontrati ed anche se non erano così grandi come me li aspettavo mi sono accontentata, il viola e il profumo quelli erano forti e autentici, e ciò mi bastava.

Quindi ci fermiamo varie volte per scattare qualche foto e approfittare delle balle di fieno per immortalare la mia scalata ad una di loro con lo sfondo aggiuntivo della lavanda!

Una volta arrivati a Sault, ahimè si ripete lo stesso inconveniente di Gordes, stavano smontando il mercatino e i negozietti chiudevano :-(, quindi dopo una breve passeggiata ce ne torniamo verso Cavaillon non senza qualche altra sosta per fotografare la lavanda al tramonto.

Per cena avrei voluto provare quella che noi chiamiamo “pepata di cozze”, perchè l’ho vista tanto ben recensita in quel di Provenza, ma nel locale a Cavaillon che avevamo scelto le cozze erano finite e abbiamo cenato con un semplice hamburger, quindi niente consigli culinari utili fin’ora, ma vi prometto che qualcosina arriverà nei prossimi giorni!

Se vuoi leggere la LA MIA PROVENZA #1 CLICCA QUI

A presto con LA MIA PROVENZA #3

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *