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20 LUGLIO 2018

Questa giornata inizia con la consapevolezza che avremmo macinato tanti km. Volevamo arrivare a percorrere la Route des Cretes, l’anello stradale panoramico sulle gole del Verdon,  facendo tappa a Moustiers Sainte Marie, il celebre borgo da tanti considerato il più bello di tutta la Provenza.

Lasciamo la zona di Vaucluse per la piana di Valensole, e piano piano mi rendo conto che c’era ancora tanta lavanda, i campi sconfinati che volevo assolutamente vedere, quelli che all’orizzonte vedi ancora filari dritti dritti all’infinito, erano ancora viola… per fortuna!!!

Inoltre alcuni di loro confinavano con campi sconfinati di girasoli e lo stacco dal viola al giallo era bellissimo!

Ci dirigiamo ancora più a ovest fino al paese incastonato tra le rocce, come una pietra preziosa, Moustiers Sainte Marie.

Arriviamo verso le 11, il caldo torrido non ci ha fermato nell’esplorare il paesino, dove tutte le simpatiche caratteristiche dei borghi provenzali sono qui sublimate.
Mercatino coloratissimo e pieno di prodotti artigianali del posto, viuzze decorate di fiori, ma anche nei balconi, alle finestre, sui muretti lungo il fiume e sui ponti.
Fontane in pietra con acqua freschissima, ristorantini e negozietti in ogni dove.
E alzando lo sguardo la montagna che sembra toccare il cielo dove avremmo potuto, ma non ci siamo sentiti di fare la salita, ammirare la grande stella sotenuta da una catena sospesa tra 2 speroni rocciosi.
Mangiamo in un posto molto tipico sia per arredamento che per menù,
La Grignotière, in cui i tavolini in ferro battuto di tanti colori si trovano in un cortile con un pergolato interrotto solo al centro da un grosso albero, tanti piccoli  e colorati manufatti in bacheche di legno ai lati, musica soft di sottofondo e molta tranquillità.
Ogni oggetto sulla tavola era stato scelto minuziosamente, dalle bottiglie e bicchieri di vetri dipinti a mano, al sacchettino di tela colorata per il pane.
Di solito titubanti con la cucina francese stavolta ci buttiamo e ordiniamo finalmente qualcosa di molto tipico, cioè due salade (insalate) con fromage de chevre (formaggio di capra) e tapenade (patè di olive, capperi e acciughe), gustiamo davvero il tutto e ci rimettiamo in macchina perchè il tragitto è ancora molto lungo.

Il lago di Sainte-Croix ci è appare improvvisamente lungo la strada per le gole del Verdon, sapevo dello splendido colore delle sue acque ma non avrei mai creduto ad un azzurro così intenso osservandolo da così lontano!

Poco dopo invece scorgiamo un nastro turchese che si fa strada tra le montagne: ecco le gole del Verdon!
Affacci da brivido sui look out lungo la Route des Cretes, anch’essa percorribile non senza un pizzico di timore per le sue curve a gomito a picco sui costoni montuosi.


Consiglio di viaggio: io ho preferito fare il giro in auto sulla Route des Cretes, la strada panoramica a picco sulle gole del Verdon invece di andare a fare il bagno al lago affittando anche un pedalò con cui volendo si può risalire parte del fiume. MA se potessi tornare indietro farei il contrario perché la strada panoramica è carina ma molto lunga, un pó pericolosa perché i guard rail sono inesistenti e i punti panoramici (dove ci si può fermare con sicurezza) si trovano solo nella prima parte poi è rischiossissimo fermarsi per ammirare il panorama.


Abbastanza sfiniti dalla lunga strada piena di curve, torniamo verso Cavaillon con una breve sosta al paesino di Valensole per dare il latte al bimbo.

Cena? nulla di francese, avevamo dato abbastanza per quel giorno :-))))

A presto con LA MIA PROVENZA #4

 

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