Sono passati ben 8 anni da questa fantastica esperienza e devo frugare bene nei ricordi per descriverla al meglio.

La meta è stata per anni poco quotata per i vari disordini politici, ma spero pian piano che la paura passerà e il flusso turistico ricominci a scorrere perchè visitare l’Egitto vale veramente la pena.

STATUA DI RAMSES II, KARNAK

PERCHE’ LA CROCIERA?

Abbiamo scelto di visitare il paese con una crociera perchè secondo me si evitano gli incomodi del viaggio fai da te in un posto abbastanza “difficile” come questo (almeno per noi) e per coniugare un pò di riposo tra le escursioni che ogni giorno ci venivano proposte.

E poi godersi il Nilo non ha prezzo. Vedere con i propri occhi quel nastro verde che si insinua nelle profondità interne africane, in mezzo al deserto, portando con se fertilità e vita, seminando civiltà nel corso dei millenni, da un emozione indescrivibile. Ricordo quanto guardavo rapita le sue sponde e i suoi abitanti che ci osservavano come entità estranea a quel paradiso sotto un cielo azzurrissimo.

In certi punti ho avuto l’impressione di essere tornata indietro nel tempo perchè mi scorrevano davanti agli occhi scene di vita nel deserto di cento e oltre anni prima. Tratti con innumerevoli palme altissime si alternavano a villaggi dove bambini con delle tuniche bianche accorrevano per vederci passare, ogni tanto piccole barchette di pescatori che gettavano le reti come si faceva una volta.

LE TAPPE

  • GIORNO 1: Arrivo e imbarco sulla motonave.
  • GIORNO 2: Visita alla Valle dei re, Tempio di Hasheptsut, Tempio di Habu Medet, Colossi di Memnone, Templi di Luxor e Karnak.
  • GIORNO 3: Relax sulla motonave.
  • GIORNO 4: Visita al Tempio di Edfu e Kom Ombo.
  • GIORNO 5: Visita al Tempio di Phile, Isola Elefantina, Villaggi nubiani, spostamento con aereo per Abu Simbel, ripresa di un aereo per Il Cairo.
  • GIORNO 6: Visita alle Piramidi di Giza, Saqqara e Menfi
  • GIORNO 7: Visita del Cairo (moschee, museo egizio, mercato Khal el Khalili, spettacolo notturno delle piramidi
  • GIORNO 8: partenza per l’Italia

LA MOTONAVE

Non sono mai stata su di una nave da crociera ma posso ben dire che quelle che solcano il Nilo sono molte più piccole di quelle che navigano in mare aperto, infatti vengono chiamate motonavi. Le cabine sono piccoline ma hanno tutto il necessario, il bagno in camera naturalmente e una porta finestra sul fianco della nave così da godersi lo spettacolo delle sponde del Nilo giorno e notte.

Sul ponte della nave c’era una piscina, una vasca idromassaggio e varie sdraio per prendere il sole. All’interno un ristorante e una sala dove si svolgevano gli spettacoli serali.

Sulla nave siamo stati 4 giorni in tutto.

 

I SITI ARCHEOLOGICI

Tutti i siti archeologici sono puliti e ben tenuti, non so perchè ma immaginavo insetti strani e rivoltanti negli angoli bui dei siti, ma tranquilli non ne ho visto nemmeno uno.

Nel vestirmi il primo giorno ho fatto un errore, capitemi, era la prima volta che andavo in un paese arabo e c’erano circa 25°, il sole era cocente e misi una maglietta a fascia (vedi foto), con le spalle quindi totalmente a vista, beh avevo gli occhi di tutti gli uomini autoctoni addosso. Ora, anche se sono una fiera sostenitrice della libertà della donna di poter indossare tutto ciò che vuole, bisogna mostrare un minimo adeguarsi agli usi e costumi del luogo che si sta visitando, ad esempio non entrerei mai in Chiesa con un abbigliamento non consono. Quindi il mio consiglio è di visitare i siti con vestiti sobri se non volete essere letteralmente scannerizzate dai ragazzi egiziani.

TEMPIO DI HATSHEPSUT: non riesco a ricordare a tanti anni di distanza tutti i siti archologici visitati ma questo non posso dimenticarlo perchè era dedicato alla prima grande donna della storia di cui noi abbiamo notizia, la regina Hatshepsut, chiamata anche la donna faraone. Regnò come un maschio per anni, è stata una dei migliori faraoni della storia egizia.

Tempio funeario della regina Hatshepsut

Il  monumentale Tempio funeario a Deir el-Bahari eretto in onore della regina Hatshepsut da lontano sembra scavato nella roccia, in realtà è stato costruito proprio alla base e a ridosso di altissime scogliere.

VALLE DEI RE: qui era un susseguirsi di tombe sotterranee ma con accessi molto agevoli e ampi e pareti trapuntate di geroglifici perfettamente conservati, ricordo di essere entrata in quella di Tutankamon e di essermi cercata di immaginare tutto il prezioso tesoro ritrovato in quella piccola stanzetta. Questa tomba è famosa perchè fu una delle poche pervenutaci quasi intatta, l’unica di un sovrano e conseguentemente, tra quelle note, la più ricca.

KARNAK E LUXOR: Di Karnak ricordo il bellissimo Viale delle Sfingi che lo collega a Luxor, o almeno così era, adesso ne rimane solo una parte integra ma ho letto sia in corso di restauro. Il viale fu realizzato per unire i due templi (Luxor e Karnak) e celebrare la festa Opet. Il faraone stesso, seguito dai funzionari di alto rango, dagli uomini di stato, ufficiali e da religiosi, guidava la processione mentre il popolo assisteva dai lati applaudendo e ballando per rallegrare gli dei.

Viale delle Sfingi, Karnak

Lasciata Luxor, si passa la chiusa di Esna, qui le acque del Nilo vengono innalzate di 5 metri sollevando navi e passeggeri per una decina di minuti. In questo punto, mi sembra di ricordare, incontrammo tante piccole imbarcazioni che ci vennero incontro per tentare di venderci degli oggetti in modo molto curioso. Infatti lanciavano sul ponte della nave dei vestiti o altri souvenirs impacchettati, senza avere nemmeno la certezza che li avremmo poi comprati. Naturalmente mossi dalla compassione, cercavamo di lanciare giù qualche moneta per ripagarli. E’ stato uno di quei momenti in cui abbiamo visto uno dei lati negativi della società attuale egiziana e cioè la povertà, oltre che l’ingegno e gli sforzi che alcuni uomini sono costretti a compiere per procurarsi di che vivere.

Al Tempio di Edfu abbiamo dato sfogo diciamo…alla nostra creatività :-)))

Questo gigante è Horusil dio dalla testa di falco e le scene scolpite nella pietra rievocano la lotta tra il dio Osiride e suo fratello Seth, il fratricidio e la resurrezione di Osiride.

Tempio di Edfu
Tempio di Edfu

 

A Kom Ombo dove approdammo il pomeriggio del terzo giorno è custodito un Nilometro, un profondo pozzo che registrava l’altezza della piena e, in base a quella, l’ammontare delle tasse che i sudditi avrebbero dovuto pagare.

Kom Ombo

E una delle sere non è mancata la festa con abiti tradizionali sulla nave:

Dopo 4 notti in nave, prendemmo un aereo per raggiungere il grande tempio di Abu Simbel, imponente e bellissimo, conosciuto principalmente per la facciata, dove spiccano le quattro statue di Ramses II, ognuna delle quali alta 20 metri.

Abu Simbel e le 4 statue di Ramxzses II
Abu Simbel e le 4 statue di Ramses II

Sapete che nel 1960 tutto il complesso fu smontato pezzo per pezzo e trasferito 200 metri più in là per la costruzione della diga di Assuan? Beh io no, e dopo aver visto la grandezza delle statue, rimango stupita da come abbiano ricostruito tutto come era in origine, comprese anche le parti semidistrutte dal tempo e dai terremoti.

Lago di Nasser

La nostra esperienza sul Nilo finisce qui, è stato tutto positivo, la nostra guida, il personale di bordo, l’organizzazione dell’itinerario, gli intrattenimenti serali, tutto bene. Se potessi migliorare qualcosa rivedrei i pasti, perchè ricordo tutto come cucina continentale e poco o nulla di tipico egiziano o arabo.

Consiglio assolutamente quest’esperienza e se potessi ritornare trascorrerei più tempo possibile sulla terrazza della motonave a guardare ininterrottamente le sponde del Nilo che scorrono ipnoticamente lungo il nostro percorso.

A breve vi racconterò invece dei 2 giorni passati Al Cairo, tra le piramidi di Giza e il mercato della città.

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DICHIARO CHE QUESTA RECENSIONE E’ FRUTTO DELLA MIA ESPERIENZA E CHE RAPPRESENTA LA MIA OPINIONE AUTENTICA; DICHIARO ALTRESI’ DI NON AVERE RELAZIONI PERSONALI O PROFESSIONALI CON NESSUNA AZIENDA E CHE NON MI SONO STATI OFFERTI INCENTIVI O PAGAMENTI PER SCRIVERE LA PRESENTE RECENSIONE.

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