PENTEDATTILO COSA VEDERE CHIESA SS PIETRO PAOLO

Tra tutti i borghi della Calabria Grecanica, penso Pentedattilo sia il più affascinante da visitare. Se si ha a disposizione poco tempo da dedicare a questa zona, la scelta dovrebbe sicuramente ricadere su questo bellissimo Borgo Fantasma (che forse fantasma non è più).

AGGIORNAMENTO NOVEMBRE 2021! In occasione di un’escursione organizzata ho dato una rinfrescata a questo articolo che raccontava di una mia personale visita al Borgo. Adesso è molto più ricco di notizie, informazioni pratiche e spunti per poterlo visitare soli o con una guida!

Se hai intenzione di visitarlo tramite un’escursione ti consiglio di contattare Carmine Verduci di KALABRIA EXPERIENCE, Domenico Guarna de IL GIARDINO DI MORGANA o Alessandra Moscatello, una guida turistica ufficiale dell’area grecanica

PENTEDATTILO: DOVE SI TROVA 

Pentedattilo sorge in cima al Monte Calvario caratterizzato da rupi che svettano verso l’alto e ricordano cinque dita. Dal greco arcaico infatti deriva il nome, πέντε, cioè cinque, e δάκτυλος, cioè dita. Nel tempo queste rupi a causa di erosioni e terremoti sono diventate più arrotondate in cima e quindi questa similitudine con le dita è meno intuibile.

 

PENTEDATTILO COSA VEDERE PANORAMA

 

PENTEDATTILO: COME ARRIVARE

In auto da Reggio percorrere la Statale 106 Jonica verso Taranto. Uscire allo svincolo di Annà di Melito Porto Salvo (all’altezza della “casine dei mille”) e prendere a sinistra al primo e al secondo bivio seguendo le indicazioni per Pentedattilo.

 

PENTEDATTILO COSA VEDERE CASE ABBANDONATE

 

PENTEDATTILO: DOVE PARCHEGGIARE

Bisogna lasciare la macchina prima di entrare in paese, alla fine di via Pentedattilo Vecchio e proseguire naturalmente a piedi, non esistono infatti strade asfaltate all’interno del borgo.

PENTEDATTILO: LA STORIA DELLA SUA ORIGINE

Pentedattilo è un luogo fermo nel tempo ma che ha preservato la sua magica atmosfera e la sua energia. I primi insediamenti sono del neolitico ma sull’origine del centro abitato ci sono due ipotesi. La prima suppone che un popolo dell’antica Grecia, i Calcidesi, si sia stanziato qui circa nel 640 a.C. creando il primo villaggio. La seconda invece pone l’origine del borgo in epoca romana quando si individuò l’abitato su di un’antica cartina geografica; qui infatti sorgeva una fortezza romana sul Monte Calvario in posizione strategica per individuare da lontano l’arrivo di navi nemiche, la vista spazia su tutta la vallata circostante e sul mare.

Puoi prenotare una visita guidata di Pentedattilo, già con un minimo di due persone, che ti porterà a scoprire tutti i segreti di quest’incredibile borgo fantasma.

 

 

PENTEDATTILO COSA VEDERE CASE ABBANDONATE

 

PENTEDATTILO: COSA VEDERE

PENTEDATTILO COSA VEDERE: CASTELLO

Proprio sulla rocca dove sorgeva la fortezza romana, si individuano le rovine del Castello, abitato da varie famiglie feudatarie fino alla fine del 1600. A Villa Caristo a Stignano c’è un’affresco del ‘700 che ci mostra com’era integrata l’intera struttura del castello tra le rupi, probabilmente prima della distruzione causato dal terremoto del 1783. Questa cala mità causa infatti il progressivo e triste spopolamento del borgo.

Noi durante l’escursione ci siamo seduti a terra ad ascoltare Alessandra Moscatello, la nostra guida, raccontare la Strage degli Aliberti (di cui puoi leggere più avanti). Qui tra le rovine, si può riconoscere l’antico acquedotto che raccoglieva le acque piovane e di fronte la Cappella di famiglia, dedicata alla Natività della Madonna.

 

PENTEDATTILO COSA VEDERE CASE CASTELLO
LA ROCCA DEL CASTELLO DI PENTEDATTILO, DOVE OGGI CI TROVIAMO SOLO LE ROVINE

 

PENTEDATTILO COSA VEDERE: LE CHIESE

Nel 1600 circa si contavano ben 11 Chiese! Oggi la più importante è la Chiesa dei SS Pietro e Paolo, che sorge nella zona meglio conservata di Pentedattilo. E’ una delle chiese più antiche dell’area grecanica. Appena entrati a destra sul muro si trova una lapide in pietra che segna il passaggio dal rito cristiano/greco a quello cristiano/latino nel 1655, un leone che guarda il cielo, che rappresenta la forza della fede che guarda Dio, un passaggio crudo e improvviso che privò gli abitanti di un culto che proseguiva da più di 1000 anni.

Il campanile, restaurato nel 1897, è rivestito da mattonelle azzurre amalfitane e nelle giornate di sole brilla da lontano. Curiosamente si pensa che la navata più piccola sia la parte più antica, era infatti probabilmente la Cappella del Castello. Ora è la Cappella del SS Sacramento e ospita la tomba di Don Giuseppe Alberti del 1627, qui hanno trovato riposo forse anche i componenti della famiglia trucidati nella successiva e purtroppo famosa strage. Dopo il terremoto è stata ricostruita e recuperata grazie anche all’opera di vari parroci, fra cui Gaetano Catanoso, tra i più recenti.

FESTE POPOLARI: Qui trova ricovero per un mese la Madonna SS di Portosalvo prima della festa dell’ultimo sabato di Aprile in cui il santo quadro viene portato a spalla a Melito di Porto Salvo. Il venerdì della festa tante donne seguono il rito senza le scarpe.

Un’altra Chiesa visitabile, è quella della Candelora, costruita dalla famiglia feudataria Francoperta a metà del 1500. Qui il pezzo forte è rappresentata dalla statua della Madonna della Candelora con in braccio il Bambino, in stile rinascimentale (il Rinascimento arriva un secolo dopo in Calabria) e ne rappresenta una delle pochissime opere arrivate a noi dopo i terribili e devastanti terremoti.

NOTA BENE: le due Chiese sono solitamente chiuse, se volete visitarle potete contattare Ines Mangiola tel. 328 779 8213

Visita guidata di Pentedattilo

PENTEDATTILO COSA VEDERE CHIESA SS PIETRO PAOLO
LA CHIESA DEI SS PIETRO E PAOLO
PENTEDATTILO COSA VEDERE CAMPANILE
IL CAMPANILE DELLA CHIESA DEI SS PIETRO E PAOLO
PENTEDATTILO COSA VEDERE CHIESA CANDELORA
LA MADONNA DELLA CANDELORA CON IL BAMBINO IN BRACCIO

 

PENTEDATTILO COSA VEDERE: I MUSEI

Tutti i musei sono allestiti in ex case abbandonate che sono state recuperate e riqualificate da Fondi Europei.

  • Museo Laboratorio delle Tradizioni Popolari, pieno di oggetti e attrezzi utilizzati una volta per la lavorazione della terra o di uso domestico che raccontano come una volta era la vita in questi antichi borghi. Oggetti di materiale povero o riciclato come la simbolica valigia di cartone, piena di speranze e ricordi, che è servita a tanti, troppi, contadini del sud durante l’emigrazione verso terre lontane per costruirsi una nuova vita.
  • Geosito di Pentedattilo, ricco di foto storiche sulla lavorazione del bergamotto e di un piccolo laboratorio naturalistico che racconta come veniva una volta avveniva la lavorazione del lino, della seta e della canapa.
  • Casa del Bergamotto, dove pannelli e strumenti in rame raccontano la storia dell’unico agrume la cui preziosa essenza possiede 250 principi attivi e cresce solamente lungo le coste dell’area Grecanica (da Ravagnese a Brancaleone).

Visita guidata di Pentedattilo

PENTEDATTILO COSA VEDERE MUSEI
I MUSEI DI PENTEDATTILO

 

PENTEDATTILO COSA VEDERE: LE BOTTEGHE

Dal terremoto di fine ‘700 agli anni ’60 pian piano Pentedattilo si è completamente spopolato. Ma dall’inizio degli anni ’80 si è verificato un lento ma continuo cammino di recupero del borgo e delle sue tradizioni. Ormai tantissimi progetti legati alla cultura e al territorio si legano al nome di Pentedattilo, e grazie anche all’azione di tanti volontari alcune botteghe hanno potute aprire le porte a visitatori e turisti:

  • La bottega dell’artigiano Claudio Ghio, dove è possibile trovare delle carinissime tegole dipinte e una vasta scelta di libri dedicati al borgo e alla zona.
  • Il bar di Mimmo Foti, che mentre mi preparava il caffè mi ha raccontato che quella era la casa del nonno, lui l’ha trasformata nell’unico bar del borgo dal 2011, aprendo da aprile a settembre tutti i giorni, nel resto dell’anno solo il weekend.
  • La bottega di Giusina e della sua famiglia originaria di Roghudi Vecchio. Qui si intaglia il legno come facevano gli antichi pastori con un coltellino costituito da un corno di capra e una lama d’acciaio. E’ possibile comprare anche l’antica forma del formaggio primo sale, la Musulupara, che ricorda le fattezze della donna greco bizantina, veniva regalata dagli uomini alle donne la Domenica delle Palme come segno d’amore, e il Plummì, l’antico timbro per il pane. Vengono prodotte anche coperte di ginestre grezza come si faceva una volta con piccoli telai e i saponi con il metodo tradizionale, cioè con olio d’oliva, acqua e soda caustica.
  • La bottega dei mille colori, di Domi Pizzi, colei che cura e si prende cura anche dei Pentegatti. Un’artista che decora oggetti in vetro dipingendolo con colori forti e intensi, crea inoltre delle simpaticissime calamite a forma di gatto e di francobollo di Pentedattilo.

Visita guidata di Pentedattilo

PENTEDATTILO COSA VEDERE BOTTEGHE
LE TEGOLE DIPINTE DI PENTEDATTILO

 

 

PENTEDATTILO COSA VEDERE: PENTEDATTILO FILM FESTIVAL

Il PENTEDATTILO FILM FESTIVAL, un festival di cortometraggi d’autori aperto all’intercultura, alla tolleranza e alla sostenibilità, a cui anni ho avuto l’occasione d’assistere. Ricordo quanto fosse surreale visitare il borgo di sera, poche luci, file di lampadine approntate per l’evento nelle vie, ombre e schermi cinematografici nel buio delle piazzette, qualche casetta aperta dove poter comprare un bicchiere di vino locale o qualche prodotto tipico. Ricordo la gente che parlava a bassa voce, non urla e schiamazzi, sorrisi ma anche serietà per una manifestazione organizzata con molta professionalità.

PENTEDATTILO COSA VEDERE: IL PALEARIZA

Il PALEARIZA (in Greco di Calabria significa Antica Radice), a cui purtroppo non ho ancora mai partecipato. Si tratta di una manifestazione che rende protagonista il territorio con la sua arte, la storia, la cultura e la sua gente soprattutto. Si svolge non solo a Pentedattilo ma in tutti i paesi dell’area grecanica. Pensa che si arriva a trascorrere una serata anche nello sperduto borgo di Roghudi dove non arriva più l’elettricità. Prometto che la prossima estate cercherò di partecipare per poi potervi raccontare tutto o ancora meglio…puoi venire direttamente tu!

Visita guidata di Pentedattilo

PENTEDATTILO COSA VEDERE: CURIOSITA’

  • Rossella, è l’unica abitante del borgo di Pentedattilo. Originaria di Viterbo, 37 anni fa si è trasferita qua perchè si è innamorata del borgo. La sua storia è pazzesca! Inizialmente ha affittato una casetta in cui non c’era quasi nulla di ciò che per noi oggi sembra essenziale. Non c’era acqua nè un bagno, mancava persino la serratura! Ma per lei la cosa più bella era proprio questa: poter tranquillamente dormire con la porta aperta! Tutt’oggi lei vive in gran parte di ciò che produce, come il pane, e raccoglie, come le erbe selvatiche. Vive anche di ospitalità, ha infatti delle piccole stanze che affitta, il suo b&b si chiama Casa Rossella.

 

PENTEDATTILO DOVE MANGIARE SIGNORA ROSSELLA
LA DEGUSTAZIONE DELLA SIGNORA ROSSELLA, UNICO ABITANTE DEL BORGO

 

  • In un caldo primo pomeriggio di metà settembre ho potuto godere del silenzio quasi assordante che godono le sue vie. In questa occasione ho potuto osservare le pigre passeggiate di una grande colonia di gatti che popola una parte del borgo, una colonia felina protetta, sono chiamati “I Pentegatti”, alcuni accovacciati e vigili, altri sonnecchianti, altri ancora impegnati nell’attenta pulizia delle loro zampette.

Visita guidata di Pentedattilo

PENTEDATTILO COSA VEDERE PENTEGATTI
LA COLONIA FELINA PENTEGATTI DI PENTEDATTILO

 

  • Rispetto a Roghudi Vecchio, l’altro borgo fantasma visitato recentemente, clicca QUI se vuoi saperne di più, alcune case diroccate e col tetto sfondato si alternano ad alcune completamente ristrutturate e potenzialmente vivibili, alcune con mura intonacate in calce bianca altre con le pareti in pietra a vista. Soprattutto nella strada in entrata del paese ma un po’ dappertutto enormi piante di fichi d’india danno il benvenuto al visitatore.

 

PENTEDATTILO COSA VEDERE STRAGE ALIBERTI

 

 

PENTEDATTILO: LA LEGGENDA DEGLI ALIBERTI

Della storia degli Alberti e degli Abenavoli, che risale al ‘600 e si svolge nel castello di cui ormai esistono solo delle rovine, ci sono innumerevoli versioni. Sul web ne troverete di ogni tipo, dalla più romantica e tragica a quella più cruda e sanguinaria.

La versione più ufficiale narra che nel castello durante la Pasqua del 1686, il Marchese don Lorenzo Alberti celebrò il suo matrimonio con donna Caterina Cortez, figlia di un alto dignitario della corte del Vicerè di Napoli. Tra gli invitati c’era il Barone don Bernardino Abenavoli di Montebello Ionico, tra le due famiglie non scorreva buon sangue ma il suocero di Lorenzo voleva ristabilire la pace e per questo lo invitò. In quest’occasione Bernardino si innamorò della bellissima Antonia, la sorella di Lorenzo, che inizialmente contraccambiò il barone. Lorenzo però promise in sposa Antonia al fratello della moglie e ciò fece infuriare Bernardino che cerca di ostacolare quest’unione e il 16 aprile del 1686 irrompe al castello con 50 soldati trucidando tutti, si salvarono solo le sorelle di Antonia, Giovanna e Teodora. Lorenzo viene ucciso da Bernardino mentre è ancora a letto con la moglie. L’indomani Antonia è condotta e fatta sposare forzatamente a Montebello, ma dopo 20 giorni due navi da Napoli arrivano per vendicare la famiglia Abenavoli. Così Bernardino scappa per Malta mentre Antonia partorirà una bambina che muore dopo pochi giorni, e si chiude in convento non prima di aver chiesto l’annullamento del matrimonio alla Sacra Rota. Bernardino milita per 5 anni tra le fila dell’esercito austriaco, viene riconosciuto da un compaesano e portato davanti all’imperatore che lo perdona ma una palla di cannone durante una battaglia porrà fine alla sua triste e sanguinosa vita.

Io ve ne propongo altre due tratte da due libri che tengo sempre vicini quando narro dei luoghi più magici della Calabria:

La prima versione è un mio sunto del “Diario di un viaggio a piedi” di Edward Lear, l’inglese che nel 1847 visitò la provincia reggina in lungo e largo:

In questa versione Antonia stessa, per poter fuggire con l’amato lasciò aperta una porta dell’impenetrabile fortezza di Pentedattilo, ma il barone colse così l’opportunità e massacrò tutta la famiglia della ragazza. Si racconta che il marchese morendo e cadendo, lasciò accanto al muro una traccia delle sue cinque dita sanguinanti, una coincidenza agghiacciante. Si salvò un bambino che da grande divenne, sotto mentite spoglie, paggio della famiglia di Montebello, invece la figlia del marchese divenuta baronessa si avvelenò dopo un mese dalla disgrazia a causa del rimorso. Il paggio un giorno vendicò il marchese trucidando la famiglia del barone, ma dopo poco un terremoto distrusse il castello di Pentedattilo uccidendo tutti i personaggi di questa antica tragedia.

La seconda versione è tratta da “Febea” di M. Crisafi, una raccolta di miti e leggende calabresi. Dopo la strage la furia vendicatrice arriva stavolta dal popolo sdegnato della vicenda che da la caccia ai colpevoli, recide le loro teste e le espone ai merli del castello di Pentedattilo. Si narra che nelle sere d’inverno, il vento sibilando tra le gole della montagna interrompe il silenzio della solitudine e si riescono ancora a sentire le grida strazianti di quella terribile notte mentre nel chiarore dell’aurora le pareti di roccia si tingono di un rosso scarlatto come la mano assassina del barone. Per questo la rupe dalle cinque dita viene indicata come “La mano del diavolo” e la maledizione dei morti innocenti dice che un giorno, la rupe si abbatterà sugli uomini per punirli del sangue versato.

Visita guidata di Pentedattilo

PENTEDATTILO COSA VEDERE BORGO FANTASMA
LE VIE ABBANDONATE DI PENTEDATTILO

 

PENTEDATTILO: DOVE MANGIARE

Puoi prenotare dalla signora Rossella, che ti farà degustare pane, conserve e tanto altro prodotto esclusivamente da lei.

PENTEDATTILO: DOVE DORMIRE 

  • B&B Casa Rossella, di cui ti ho già parlato
  • Case Rurali di Francesco e Francesca, abitazioni tipiche del borgo, totalmente ristrutturate seguendo i criteri dell’Arte Povera.

Se vuoi visitare altri borghi un pò particolari in Calabria ti consiglio di leggere:


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Ciao viaggiatori, alla prossima!

EOSDISCOVERY

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