IL PENTEDATTILO BORGO FANTASMA DELLA CALABRIA GRECANICA

Tra tutti i borghi della Calabria Grecanica, penso che Pentedattilo sia il più affascinante da visitare. Se si ha a disposizione poco tempo da dedicare a questa zona, la scelta dovrebbe sicuramente ricadere su questo bellissimo Borgo Fantasma.

 

DOVE SI TROVA E COME ARRIVARE A PENTEDATTILO

In auto da Reggio percorrere la Statale 106 Jonica verso Taranto. Uscire allo svincolo di Annà di Melito Porto Salvo (all’altezza della “casine dei mille”) e prendere a sinistra al primo e al secondo bivio seguendo le indicazioni per Pentedattilo.

Pentedattilo sorge in cima ad un monte ma è coperto alle spalle da alte rupi che svettano verso l’alto come cinque dita. Nel tempo queste rupi a causa di erosioni e terremoti sono diventate più arrotondate in cima e quindi questa similitudine con le dita è meno intuibile.

Bisogna lasciare la macchina prima di entrare in paese, alla fine di via Pentedattilo Vecchio e proseguire naturalmente a piedi.

 

IL PANORAMA DI PENTEDATTILO BORGO FANTASMA DELLA CALABRIA GRECANICA
IL PANORAMA DI PENTEDATTILO

 

LA MIA ESPERIENZA NEL BORGO DI PENTEDATTILO

Ho visitato questo luogo due volte, una volta in occasione del Pentedattilo Film Festival molti anni fa e recentemente in un caldo primo pomeriggio di metà settembre.

Durante quest’ultima visita ho potuto godere del silenzio quasi assordante che godono le sue vie.

Ho potuto osservare le pigre passeggiate di una grande colonia di gatti che popola una parte del borgo, una colonia felina protetta, sono chiamati “I Pentegatti”, alcuni accovacciati e vigili, altri sonnecchianti, altri ancora impegnati nell’attenta pulizia delle loro zampette.

 

PENTEDATTILO IL BORGO FANTASMA DELLA CALABRIA GRECANICA LA COLONIA GATTI I PENTEGATTI
I PENTEGATTI, LA COLONIA GATTI DI PENTEDATTILO
PENTEDATTILO IL BORGO FANTASMA DELLA CALABRIA GRECANICA UNO DEI GATTI LA COLONIA PENTEGATTI
UNO DEI PENTEGATTI

 

Rispetto a Roghudi Vecchio, l’altro borgo fantasma visitato recentemente, clicca QUI se vuoi saperne di più, alcune case diroccate e col tetto sfondato si alternano ad alcune completamente ristrutturate e potenzialmente vivibili, alcune con mura intonacate in calce bianca altre con le pareti in pietra a vista.

 

PENTEDATTILOI L BORGO FANTASMA DELLA CALABRIA GRECANICA UNA CASA ABBANDONATA
UNA CASA ABBANDONATA DI PENTEDATTILO
PENTEDATTILO IL BORGO FANTASMA DELLA CALABRIA GRECANICA UNA CASA RISTRUTTURATA
UNA CASA RISTRUTTURATA DI PENTEDATTILO

 

Soprattutto nella strada in entrata del paese ma un po’ dappertutto enormi piante di fichi d’india danno il benvenuto al visitatore.

 

PENTEDATTILO IL BORGO FANTASMA DELLA CALABRIA GRECANICA I FICHI D'INDIA
I FICHI D’INDIA DI PENTEDATTILO

 

LA LEGGENDA CHE ALEGGIA TRA LE STRADE DESERTE DI PENTEDATTILO

Della storia degli Alberti e degli Abenavoli, che risale al ‘600 e si svolge nel castello di cui ormai esistono solo delle rovine, ci sono innumerevoli versioni. Sul web ne troverete di ogni tipo, dalla più romantica e tragica a quella più cruda e sanguinaria.

Io ve ne propongo due tratte da due libri che tengo sempre vicini quando narro dei luoghi più magici della Calabria:

  • La prima versione è un mio sunto del “Diario di un viaggio a piedi” di Edward Lear, l’inglese che nel 1847 visitò la provincia reggina in lungo e largo:

I due feudatari delle città vicine di Pentedattilo e Montebello erano acerrimi nemici, ma il giovane barone di Montebello si era innamorato dell’unica figlia del marchese di Pentedattilo che lo ricambiava. Quest’ultima per poter fuggire con l’amato lasciò aperta una porta dell’impenetrabile fortezza di Pentedattilo, ma il barone colse così l’opportunità e massacrò tutta la famiglia della ragazza. Si racconta che il marchese morendo e cadendo, lasciò accanto al muro una traccia delle sue cinque dita sanguinanti, una coincidenza agghiacciante.

Si salvò un bambino che da grande divenne, sotto mentite spoglie, paggio della famiglia di Montebello, invece la figlia del marchese divenuta baronessa si avvelenò dopo un mese dalla disgrazia a causa del rimorso.

Il paggio un giorno vendicò il marchese trucidando la famiglia del barone, ma dopo poco un terremoto distrusse il castello di Pentedattilo uccidendo tutti i personaggi di questa antica tragedia.

  • La seconda versione è tratta da “Febea” di M. Crisafi, una raccolta di miti e leggende calabresi.

Qui le cose cambiano lievemente, perché il barone Abenavoli di Montebello innamorato di Antonia, non figlia ma bensì sorella del marchese di Pentedattilo, arrabbiato per il fidanzamento della stessa con un altro, si introdusse di notte e in segreto nel castello, trucidò la famiglia e rapì la ragazza.

La furia vendicatrice arrivò stavolta dal popolo sdegnato della vicenda che diede la caccia ai colpevoli, recise le loro teste e le espose ai merli del castello di Pentedattilo. Il barone però riuscì a fuggire e si arruolò nell’esercito austriaco dove terminò la sua avventurosa vita morendo in battaglia. Antonia invece rinchiusa in convento, si spense pochi anni dopo consunta dal dolore.

Oggi Pentedattilo conserva solo i ruderi di quel castello ma si narra che nelle sere d’inverno, il vento sibilando tra le gole della montagna interrome il silenzio della solitudine e si riescono ancora a sentire le grida strazianti di quella terribile notte mentre nel chiarore dell’aurora le pareti di roccia si tingono di un rosso scarlatto come la mano assassina del barone.

Per questo la rupe dalle cinque dita viene indicata come “La mano del diavolo” e la maledizione dei morti innocenti dice che un giorno, la rupe si abbatterà sugli uomini per punirli del sangue versato.

 

PENTEDATTILO IL BORGO FANTASMA DELLA CALABRIA GRECANICA UNA PIAZZETTA
UNA PIAZZETTA DI PENTEDATTILO

 

PENTEDATTILO FILM FESTIVAL E IL PALEARIZA: IL CAMMINO VERSO IL RECUPERO

Dal terremoto di fine ‘700 agli anni ’60 pian piano Pentedattilo si è completamente spopolato.

Ma dall’inizio degli anni ’80 si è verificato un lento ma continuo cammino di recupero del borgo e delle sue tradizioni. Ormai tantissimi progetti legati alla cultura e al territorio si legano al nome di Pentedattilo, tra tutte, due sono le iniziative più conosciute e che vi consiglio di non perdere anche perché si ripetono annualmente.

Il primo è il PENTEDATTILO FILM FESTIVAL , un festival di cortometraggi d’autori aperto all’intercultura, alla tolleranza e alla sostenibilità.

E’ surreale visitare il borgo di sera, poche luci, file di lampadine approntate per l’evento nelle vie, ombre e schermi cinematografici nel buio delle piazzette, qualche casetta aperta dove poter comprare un bicchiere di vino locale o qualche prodotto tipico. Ricordo la gente che parlava a bassa voce, non urla e schiamazzi, sorrisi ma anche serietà per una manifestazione organizzata con molta professionalità.

Pensate che io sono andata nel 2007, ben 13 anni fa, quando il festival era solo alla sua seconda edizione. Il prossimo settembre ci sarà la quindicesima edizione. Quale migliore occasione per visitare questo fantastico borgo?

Il secondo evento è il PALEARIZA (in Greco di Calabria significa Antica Radice), a cui purtroppo non ho ancora mai partecipato. Si tratta di una manifestazione che rende protagonista il territorio con la sua arte, la storia, la cultura e la sua gente soprattutto.

Si svolge non solo a Pentedattilo ma in tutti i paesi dell’area grecanica. Pensate che si arriva a trascorrere una serata anche nello sperduto borgo di Roghudi dove non arriva più l’elettricità. Prometto che la prossima estate cercherò di partecipare per poi potervi raccontare tutto o ancora meglio…potreste venire direttamente voi!

 

PENTEDATTILO IL BORGO FANTASMA DELLA CALABRIA GRECANICA LA CHIESA
LA CHIESA DI PENTEDATTILO

 

Al prossimo articolo, viaggiatori.

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