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DOLCI NATALIZI REGGIO CALABRIA DINTORNI PETRALI

5 dolci natalizi di Reggio Calabria e dintorni e Dove Mangiarli

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Con un sentito e gradito sondaggio ho testato i gusti dei tanti calabresi che seguono su Instagram le mie peripezie in Calabria, per capire quali sono e dove si mangiano bene 5 dolci natalizi di Reggio Calabria e dintorni! Ecco cosa ne è venuto fuori!

DOLCI NATALIZI DI REGGIO CALABRIA E PROVINCIA: I PETRALI

COSA SONO I PETRALI?

I petrali sono delle piccole mezzelune di frolla, ripiene di un impasto di frutta secca e candita, fichi secchi, cacao e vin cotto, che deve macerare per 3 giorni prima di essere usato per la farcitura. L’esterno è spennellato con uovo o cioccolato e poi decorato con diavolina colorata. Pare che l’origine del dolce risalga al periodo della dominazione araba, ciò si presume per la miscela degli ingredienti della farcitura.

VARIANTI DEI PETRALI? 

Intanto si stanno diffondendo, sempre più negli ultimi anni, delle varianti per la farcitura come crema di cioccolato e/o nocciola, pistacchio o cioccolato bianco. I petrali sono chiamate Sammartine più in provincia di Reggio Calabria, Pitte nel nord della regione ma con delle differenze nella farcitura e nella forma della frolla.

DOVE MANGIARE I PETRALI? 

Sono tipici prevalentemente della città di Reggio Calabria, ma anche dei dintorni. E’ difficile trovare una pasticceria o un panificio che nel periodo natalizio non li esponga in vetrina.

Dopo averne provati vari tra quelli segnalatimi, ho deciso di consigliarti quelli del Bar San Francesco, di cui abbiamo gradito la friabilità della frolla e la morbidezza della farcitura. Di questo storico bar/pasticceria di Reggio Calabria, attivo già dal 1983, non ho gradito solo il gusto ma anche l’attenzione nella presentazione del dolce, valorizzandolo come merita nel periodo natalizio e pre-natalizio, infatti già a metà novembre un angolo della pasticceria era solo dedicato ai dolci tipici di Reggio Calabria, con un posto d’onore per i petrali, di cui erano presenti una decina di varianti.

Una menzione speciale va alla loro variante antica dei petrali, in cui gli ingredienti della farcitura, frutta e fichi secchi, sono tagliati a mano a coltello grossolanamente, inoltre c’è un’aggiunta maggiore di miele e un pizzico di cannella. Il proprietario, Domenico Cilione, è riuscito a recuperare la ricetta dai racconti di una signora novantenne delle zone della Calabria Grecanica, l’ha poi perfezionata e proposta. La si può trovare solo là, è una loro esclusiva.

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DOLCI NATALIZI REGGIO CALABRIA DINTORNI PETRALI
I PETRALI DEL BAR SAN FRANCESCO (TRADIZIONALE, ALLA NUTELLA E VARIANTE ANTICA)

SFIDA DEI PETRALI

Ci siamo cimentati nell’assaggio di 5 petrali tradizionali comprati in 5 bar/pasticcerie di Reggio Calabria. Se vuoi vedere tutta la sfida cerca sul mio account Instagram  EOS.DISCOVERY l’album in evidenza chiamato DOLCI NATALIZI.

DOLCI NATALIZI DI REGGIO CALABRIA E PROVINCIA: IL TORRONE CALABRESE

COSA E’ IL TORRONE CALABRESE?

Per quanto riguarda il torrone calabrese ci sarebbe da scrivere un articolo a parte, che spero di scrivere presto, perchè la tradizione qui ha radici molto solide e consapevoli. Si tratta di un dolce, una volta considerato di lusso, per la pregiatezza delle materie prime. Di origine greca, romana o araba, non è chiaro, la prima testimonianza scritta lo colloca in Catalogna nel 1200. In Italia arriva solo nel 1400, precisamente a Cremona, città tutt’oggi maggior produttrice in Italia, il nome torrone sembra indicare il “Torrazzo” della città! Infinite le versioni regionali, ma veniamo alla versione calabrese. Prima fabbrica di torroni nel 1800 a Bagnara Calabra, nel 1895 fornitore ufficiale di torrone per la Casa Reale.

DOVE MANGIARE IL TORRONE CALABRESE? 

In Calabria esistono varie eccellenze del territorio, di cui spero riuscire a scrivere presto un articolo dedicato, per adesso mi limiterò a menzionare 2 realtà tra le più votate nel sondaggio che sono andata a conoscere personalmente:

  • Pasticceria Cundari, un’azienda che da 2 generazioni produce torroni a Bagnara Calabra, la  dove il torrone è addirittura IGP dal 2014, unico in Italia ad avere questo riconoscimento!!! Si narra di una nobildonna spagnola che portò qui la ricetta nel 1700, ma documenti scritti testimoniano le prime preparazioni ad opera dei monaci dell’Abbazia di Bagnara. Le varianti sono due: Martiniana, con la copertura di zucchero granuloso, chiamato anche “il manto del monaco“, e il Torrefatto glassato con copertura di zucchero e cacao miscelati. Un rigido disciplinare regola misure, peso, farcitura e consistenza di ogni torroncino.
DOLCI NATALIZI REGGIO CALABRIA DINTORNI TORRONE BAGNARA
IL TORRONE DI BAGNARA CALABRA E’ IGP DAL 2014
DOLCI NATALIZI REGGIO CALABRIA DINTORNI TORRONE BAGNARA
I TORRONCINI DELLA PASTICCERIA CUNDARI
  • Antica Pasticceria Artigianale Scutellà, alle pendici dell’Aspromonte nel borgo di Delianuova, Rocco Scutellà, pluripremiatro maestro pasticcere e pupillo del grande Iginio Massari, ha saputo creare un’oasi di gusto e raffinatezza tra le montagne calabresi. Il suo croccante di pura mandorla è il suo fiore all’occhiello ma assolutamente da gustare anche il torroncino morbido al gianduia e i biscotti di frolla al cioccolato e sale, questi ultimi, GIURO E SENZA ESAGERARE, per me al primo posto tra i biscotti di frolla più buoni mai provati! Il segreto del suo croccante? La ricerca minuziosa della più alta qualità delle 3 materie prime: mandorla, miele e zucchero. Al gusto una poesia dedicata all’estremo sud italiano.
DOLCI NATALIZI REGGIO CALABRIA TORRONI SCUTELLA
I TORRONI DI SCUTELLA’
DOLCI NATALIZI REGGIO CALABRIA TORRONI SCUTELLA
IO E IL MAESTRO PASTICCERE ROCCO SCUTELLA’

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DOLCI NATALIZI DI REGGIO CALABRIA E PROVINCIA: LE SUSUMELLE

COSA SONO LE SUSUMELLE?

Le Susumelle non sono tipiche solo della città dello stretto ma un pò in tutta la Calabria. Incerta l’origine del nome, forse “carezza” per la delicatezza del gusto e del profumo che la caratterizzano, forse susumeda“, cioè cibo andato a male, perchè la gente benestante spesso regalava dolci ai più poveri ma di scarsa qualità.

Sono dei dolci di forma ovale, fatti con un impasto di farina, zucchero, cacao, miele e un pizzico di cannella, esternamente ricoperte da uno strato di cioccolato fondente, niente burro nè uova. Come tanti altri dolci secchi calabresi sono perfetti da servire a fine pasto con un vino dolce.

VARIANTI DELLE SUSUMELLE? 

A Reggio Calabria si preparano l’11 Novembre e sono chiamate Pitte di San Martino, il Santo della generosità verso il bisognoso, infatti una volta erano regalati dai nobili ai poveri. Siccome hanno una lunga conservazione, potevano benissimo essere poi consumati pian piano durante l’Avvento.

DOVE MANGIARE LE SUSUMELLE? 

A furor di popolo per le susumelle, le segnalazioni si sono concentrate verso la Dolceria De Nardo, leader da 5 generazioni nella dolceria tipica calabrese, in primis per gli “artistici” mostaccioli o ‘nzudda. Ma anche le susumelle qui hanno qui un loro perchè.

Sono andata a conoscere Gianluca e Valentino, i due fratelli De Nardo che portano avanti questa antica produzione dolciaria. Tra Settembre e Dicembre si trovano a Reggio Calabria, in occasione delle feste della Madonna della Consolazione e del Natale, in Piazza Duomo.

Mi hanno raccontato della loro famiglia e della tenacia da parte del padre nel trasmettere ai figli il mestiere, la cura nei dettagli, l’importanza del lavoro manuale e artigianale quasi senza l’uso di macchinari, perchè non bisogna avere fretta, puntare alla quantità sminuisce poi il valore del prodotto. Una grande foto sulla parete ricorda il papà Giuseppe, che osserva i risultati del buon lavoro fatto sui figli, Gianluca e Valentino, i qualiinfatti portano avanti fieramente la loro storia, la loro arte e la prelibatezza dei loro dolci.

DOLCI NATALIZI REGGIO CALABRIA DINTORNI SUSUMELLE
LE SUSUMELLE DELLA STORICA DOLCERIA DE NARDO

DOLCI NATALIZI DI REGGIO CALABRIA E PROVINCIA: LA PIGNOLATA CALABRESE

COSA E’ LA PIGNOLATA CALABRESE?

Piccole palline fritte e glassate al miele a forma di pigna, ricoperte da codette colorate di zucchero. Nell’impasto vietato lo zucchero (o comunque se ne usa pochissimo), dato che la dolcezza è data dal miele di castagno o di agrumi. La ricetta è antichissima, probabilmente dalla Magna Grecia. Si prepara per Natale ma spesso la si trova anche per Carnevale e quasi anche per Pasqua.

Tipica della zona dello stretto, quindi assolutamente presente anche nel messinese, dove è più presente con la glassatura al cioccolato nero e bianco, ciò risale alla dominazione spagnola del 1500, quando i nobili di Spagna vollerosostituire il miele, di tradizione povera, alla più lussuosa cioccolata.

VARIANTI DELLA PIGNOLATA?

Molteplici le varianti di regione in regione tra le più famose gli Struffoli nella tradizione napoletana e la Cicerchiata nel centro Italia ma come dolce più carnevalesco che natalizio.

DOVE MANGIARE LA PIGNOLATA CALABRESE? 

Tante segnalazioni per la Pasticceria Martino di Reggio Calabria, in cui andrò breve ad assaggiare questo dolce tipico. La produzione infatti inizia più in avanti nel periodo natalizio rispetto a petrali, torrone e susumelle.

DOLCI NATALIZI REGGIO CALABRIA DINTORNI PIGNOLATA
LA PIGNOLATA DEL BAR MARTINO

DOLCI NATALIZI DI REGGIO CALABRIA E PROVINCIA: LE NACATOLE

COSA SONO LE NACATOLE?

Le Nacatole sono il dolce dal significato più tenero e vicino alla natività di Gesù Bambino, perchè la loro forma ricorda una culla di nastri elissoidali fatta di farina, uova, zucchero e anice. Sono dolci di arte povera, infatti i contadini li inviavano ai padroni come regali di Natale.

DOLCI NATALIZI REGGIO CALABRIA DINTORNI NACATOLE
LE NACATOLE (VARIANTE NON LIEVITATA)

VARIANTI DELLE NACATOLE?

Esiste una variante diffusa sia in città che provincia, in cui le nacatole sono lievitate a differenza della prima variante. In questo modo risulterà un impasto molto morbido che dovrà lievitare prima della frittura, dopodichè dovranno essere cosparse di tanto zucchero semolato. Inoltra la forma è meno elaborata, perchè ricordano ancora una culla ma più lontanamente, in quanto sono delle strisce cicciottelle ripiegate su se stesse e unite alle estremità.

DOVE MANGIARE LE NACATOLE? 

Dal sondaggio, le varie risposte mi hanno fatto capire che si tratta di un dolce che si compra poco ma si prepara tanto a casa. Quindi faccio un’eccezione e vi consiglio di cimentarvi voi a casa seguendo una ricetta che troverete nel blog Torte di Nuvole di Annalisa, una calabrese super innamorata della Calabria e delle sue tradizioni, soprattutto culinarie!


Terminano qui tutte le info che sono riuscita a scovare su questi 5 dolci tipici di Reggio Calabria e d’intorni. Vorrei specificare che purtroppo non esistono molti testi di riferimento sulla tradizione dolciaria calabrese, ciò genera molta confusione perchè gran parte delle ricette e delle curiosità legate ai dolci sono racconti tramandati da mamme e nonne. Quindi se per caso sapete qualche info o variante in più dalle mie citate, fatemele sapere nei commenti.

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