Per visitare Cala Janculla bisogna darsi da fare. Vicinissima a Reggio Calabria eppure molto poco accessibile e forse anche per questo ancora quasi incontaminata. Ti suggerisco come arrivare in questa spiaggia da sogno, gioiello della Costa Viola.
Indice
CALA JANCULLA IN CALABRIA: DOVE SI TROVA
Cala Janculla è una piccola spiaggia racchiusa ai lati da imponenti falesie e alle spalle dall’altissimo Monte Elia. Si trova nel cuore della Costa Viola, il tratto di costa calabrese che va da Villa San Giovanni e Palmi. Precisamente nel comune di Seminara, più semplicemente tra le spiagge di Bagnara Calabra e di Palmi.
Questa spiaggetta è stata meritevole dal 2013 di ben 3 Vele di Legambiente. Nonostante ciò è ancora poco conosciuta anche dagli abitanti della vicina Reggio Calabria. Ragion per cui, andando durante la settimana e in bassa stagione, c’è una buona probabilità di ritrovarsi soli e far finta di essere naufragati dall’altra parte del mondo!
CALA JANCULLA IN CALABRIA: COME ARRIVARE
La modalità più semplice, usata da me qualche anno fa, è stata quella via mare.
Dal porto di Bagnara infatti, partono delle piccole imbarcazioni, che offrono un servizio di taxi boat per la cala oppure un’escursione completa delle scogliere precedenti e seguenti a Cala Janculla.
Io ho scelto l’imbarcazione di Enzo di Escursioni Costa Viola, mi sono trovata molto bene, ho apprezzato la puntualità e la gentilezza.
L’altro modo per arrivare è tramite il “Sentiero del Tracciolino” che dalle 3 Croci di Palmi scende giù dalla montagna, ma il percorso non è semplicissimo. Io non l’ho ancora mai fatto ma so di sicuro che è super panoramico. Consiglio assolutamente di farlo con gruppi organizzati e guide professioniste.

CALA JANCULLA IN CALABRIA: COSA VEDERE
Una mattina di fine estate, veramente era quasi inizio autunno, essendo il 22 di settembre, siamo saliti in barca con Enzo.
Lui prima di accompagnarci alla spiaggia, ci porta a scoprire le scogliere attigue.
E così ammiriamo e mettiamo in moto l’immaginazione con il grande Scoglio della Tartaruga, scorgiamo poi la Grotta degli Angeli, la Grotta di San Sebastiano, la Caletta del Monaco e la Grotta delle Sirene, un susseguirsi di pareti rocciose aspre e rada vegetazione su di un mare blu notte.
La mattina infatti il sole è ancora dietro le scogliere e non ravviva i colori del fondale, ma Enzo ci fa notare che i particolari delle rocce si riescono ad apprezzare molto meglio così.
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Scorgiamo finalmente Cala Janculla ma la superiamo temporaneamente per continuare a visitare i dintorni.
Arriviamo quindi alla più grande, la Grotta delle Rondini, lunga 80 metri. Adesso il mare diventa più cobalto, più intenso, viene voglia di tuffarsi. Sarebbe stata una bella idea esplorare la grotta anche con una canoa, grazie alla quale si riesce ad arrivare in fondo e scoprire una piccola spiaggia, ci racconta Enzo. Ma sarà per un’altra volta.

Prossima tappa è Cala del Leone. Qui il soggetto non si vedrebbe solo in uno scoglio isolato, ma addirittura tutta la montagna dietro la cala suggerirebbe la fiera accovacciata e la spiaggia accolta nel suo fianco incurvato. La montagna “leonina” è ricoperta di verde, terreno adatto una volta alla coltivazione della vite bianca per la produzione di zibibbo e fragolino.
E poi ancora più a nord fino alla Caletta dell’Eremita dove sorge, incastonata tra gli scogli, la Chiesetta dei Pescatori, costruita dai monaci basiliani eremiti nel 1100 e ristrutturata recentemente. Davanti una grande croce gialla aiuta a scorgerla da lontano.
Infine torniamo a Cala Janculla. Scendiamo e sorpresa! La cala è, almeno per un’oretta capiamo poi, tutta per noi. Una lingua di spiaggia bianca e ghiaiosa che degrada velocemente verso un fondale tra il verde e il blu, e che assume verso l’ora del tramonto le tipiche tonalità violacee dell’omonima costa.
Ti e’ mai capitato che dopo aver programmato tutta una vacanza e poi una febbriciattola magari di tuo figlio, abbia mandato tutto all’aria? Oppure che la compagnia aerea ti abbia perso il bagaglio?
Rotture di scatole difficilmente dimenticabili, ma l’Assicurazione Viaggio riesce in parte a mitigarne il brutto ricordo. Io non parto più senza.
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Di fronte alla spiaggia un grande scoglio, facilmente raggiungibile, da cui ci tuffiamo ridendo come bambini, qui il fondale è altissimo, credo quasi 10 metri.
La mattinata volge presto al termine e purtroppo già si vede la barca di Enzo all’orizzonte. Era previsto maltempo e ci aveva consigliato di rientrare subito dopo pranzo, Aveva ragione. Arrivati al porto di Bagnara dal nuvolo si passa alla pioggerellina e poi quasi al temporale.
L’autunno incombe ma per fortuna abbiamo siamo riusciti a godere, in un posto che voleva da anni visitare, dell’ultimo fazzoletto d’estate.
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Ciao viaggiatori, alla prossima!
Eosdiscovery alias Aurora
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