Durante un Festival di Turismo in Calabria, sono venuta a conoscenza dei numeri che girano attorno al mondo dei Nomadi Digitali e dei Lavoratori da Remoto, numeri destinati solo a crescere. E mi sono chiesta se la Calabria potesse essere una regione adatta ad ospitare queste persone, trasformandosi anche in un’opportunità, una sorta di turismo alternativo. Ti spiego tutto in questo articolo.
Chiariamo innanzitutto che il termine “nomadismo” viene utilizzato in maniera impropria, perchè ha in se delle radici antropologiche e sociali differenti dal concetto attuale di popolo digitale in movimento. Questi flussi migratori sono ben diversi dai tradizionali: non ci si sposta per la ricerca di un lavoro ma di luoghi dove è migliore la qualità di vita per vivere e lavorare, immergendosi esperienzialmente nella vita della comunità.
Il nomadismo digitale è un mutamento della società che mette in discussione l’idea dell’abitare stabilmente in un posto, in favore dello sviluppo di un nuovo nomadismo. Il concetto di ABITARE si slega quindi da quello della PROPRIETA‘ e della STANZIALITA‘.
Coloro che scelgono questo stile di vita, sono persone che decidono di mettere al primo posto il loro desiderio di indipendenza e mobilità, sfruttando le tecnologie digitali e poter quindi vivere e lavorare seguendo le proprie esigenze e motivazioni personali.
Continuerò per comodità ad utilizzare il termine “Nomade Digitale”, ma era bene chiarire il concetto.

Indice
I NUMERI DEI NOMADI DIGITALI
Iniziamo subito da questi numeri che mi hanno fortemente colpito! Secondo dati derivanti da statistiche e sondaggi del 2021 di Worldometer.info, MBO Partners State of Independence in America 2020 e WorldBank.org, si pensa che:
- 35 MILIONI siano i Nomadi Digitali e i Lavoratori da Remoto nel mondo (numeri destinati a crescere vertiginosamente)
Inoltre dai recenti (2021/2022) e primissimi report con dati strutturati sul nomadismo digitale in Italia dell’Associazione Nazionale Nomadi Digitali, si ritiene che:
- il 42% è interessato a soggiornare in Italia per periodi che variano da 1 a 3 mesi, il 25% da 3 a 6 mesi, mentre il 20% sarebbe disposto a fermarsi anche per più tempo
- il 43% sceglierebbe il sud Italia (per bellezze naturali, storia/arte/cultura, clima)
- il 73% preferisce case vacanze e appartamenti affittati da privati, seguite da B&B. Cresce molto l’interesse verso le strutture di coliving
In Italia ci sono 10 milioni di immobili abbandonati (dati ISTAT), in Calabria il 44% delle case non è occupata permanentemente

NOMADE DIGITALE SIGNIFICATO
Partiamo subito da un’assioma importantissimo:
I NOMADI DIGITALI NON SONO TURISTI/VIAGGIATORI IN VACANZA!
E sfatiamo subito ciò che è forte nell’immaginario comune, cioè che il Nomade Digitale sia SOLO il giovane freelance, single che gira il mondo zaino in spalle. L’età media delle persone che hanno già fatto, o che vorrebbero, fare esperienze di nomadismo digitale, è di 37 anni, senza particolare differenza di genere.
La Pandemia nel 2020 ha dato un booster a questo fenomeno, già esistente nell’era pre-Covid.
Infatti il benessere legato a questa nuova dimensione lavorativa e di vita, ha visto una maggiore e migliore produttività del lavoratore dipendente e del free lance. Le aziende che hanno accettato questa modalità di lavoro hanno la possibilità di collaborare con i migliori professionisti ovunque essi si trovino.
Insomma non è più possibile ignorare il cambiamento!

CHI SONO I NOMADI DIGITALI?
Tra le più comuni tipologie lavorative si annoverano coloro che si occupano di:
- Comunicazione e Marketing
- Insegnamento e Formazione
- Informatica
- Grafica e Design
- E-Commerce
- Scrittura e Traduzione
- …
Importantissima considerazione è che il Nomade Digitale non è un target ma una macrocategoria formata da tanti target diversi. Non si tratta ormai più solamente del sopracitato profilo di ragazzo single, ma variegati profili diversi, come:
- coppie
- gruppi di amici
- gruppi di colleghi di lavoro
- famiglie con bambini
- famiglie con adolescenti
- persone che viaggiano con i loro pet
- …
Persone di ogni fascia d’età, per esempio molti pensionati che continuano ad effettuare lavori di consulenza ma che decidono di girare il mondo. Il 64% sono donne e uomini tra i 30 e i 49 anni. I senior con età superiore ai 50 anni sono il 27%.
Freelance, dipendenti o collaboratori di aziende con in media un alto livello di istruzione: il 42% ha una laurea e il 31% un master o un dottorato.

DI COSA HANNO BISOGNO I NOMADI DIGITALI?
STRATEGIE E OPPORTUNITA’ PER ATTIRARE E OSPITARE LAVORATORI DA REMOTO E NOMADI DIGITALI
Molti Governi Nazionali e città del mondo stanno varando iniziative, agevolazioni e visti speciali per attrarre queste persone sui propri territori.
Se si vuole puntare ad un turismo in Calabria di questo genere, tornando all’assioma che il nomade digitale non è un turista, bisogna tener presente i suoi bisogni, alcuni dei quali imprescindibili!
Prima di tutto la CONNESSIONE INTERNET e la sua QUALITA’. Non basta il “wi-fi gratuito”, che spessissimo significa una connessione ballerina, presente solo in certi punti della struttura e spesso addirittura quasi inesistente. La connessione internet è un fattore necessario, come la luce elettrica o l’acqua corrente, per il Nomade Digitale, se non ci fosse non esisterebbe nemmeno la possibilità di essere ospitato.
Oggi è il WI-FI 6 è standard di riferimento, esso aumenta la performance di rete (lavorando per esempio con applicazioni avanzate quali video 4K o 8K) e supporta un maggior numero di connessioni in un ambiente ad alta densità, rispetto alle reti LAN wireless convenzionali.
POSTAZIONI DI LAVORO degne di questo nome! Non è sufficiente un tavolo e una sedia fronte muro. Di base una scrivania e una sedia da ufficio il più performanti possibile, sono necessarie per garantire comfort e servizi durante le ore di lavoro.
E inoltre:
- un pc fisso con tastiera e videocamera integrata (solitamente il lavoratore ha il suo portatile, ma immaginiamo che per un problema o un’esigenza tecnica abbia bisogno di un secondo dispositivo)
- una lampada da scrivania
- un piccolo impianto di diffusione sonora da scrivania
- un mini set di cancelleria di base (penne, bloc-notes, matite, evidenziatori, post it, cucitrice a pinza, graffette)
- un cable management, cioè un dispositivo che organizza e raccoglie i cavi
- una presa multipla usb
- un cavo per ricaricare il cellulare, meglio se wireless
Stiamo parlando di dispositivi tecnologici e non, a basso/medio costo, ma che farebbero un enorme, se non sostanziale, differenza per il lavoratore da remoto.

Una struttura che ha ampi spazi, potrebbe adibire grandi sale al coworking, cioè la condivisione di un ambiente di lavoro con altri professionisti, affittando la postazione anche solo per poche ore. Oltre alle postazioni di lavoro, questi lavoratori sarebbero naturalmente più attirati da strutture coworking con servizi come:
- armadietti personali
- punto di ricezione posta e pacchi
- stampanti, fax e scanner
- cabina telefonica per ufficio
- cucina
- biblioteca
- punto relax
- palestra
- lavanderia
- sevizi di mobilità come noleggio bici/auto o bike/car sharing
Per chi viene dall’estero, una delle prime cose di cui ha necessariamente bisogno è una Sim Card per accedere alla connessione da mobile. Fornirne una nell’immediato, anche se a pagamento, potrebbe essere molto apprezzato dal Nomade Digitale.
Se la camera o gli spazi condivisi avessero una vista panoramica sul mare o su montagne verdeggianti, o anche solo su di una piazzetta di un quieto borgo farebbe anche qui la differenza.
Perchè lavorare a stretta vicinanza con la natura stimola la creatività e viene enormemente apprezzato da qualsiasi Nomade Digitale. Quando questo è impossibile sono comunque privilegiate tutte quelle strutture ubicate nelle immediate vicinanze, e in ciò il turismo in Calabria è molto avvantaggiato: mare, natura, piccoli borghi sono presenti nel territorio in gran quantità.
Se si vuole fare turismo in Calabria bisogna assolutamente considerare che chi nel nostro territorio non è mai venuto apprezza ciò che noi troppo spesso diamo per scontato, troppo abituati alla bellezza che ci circonda. Quindi un panorama sul mare o sulla natura a poche decine di metri dalla struttura potrebbe essere qualcosa da sottolineare e valorizzare.
Questo tipo di viaggiatore però non si accontenterà di avere solo le migliori condizioni lavorative, perchè la scelta di vivere in un determinato posto deriva in primis dalla voglia di conoscere e immergersi nella vita sociale e culturale del luogo.
I Nomadi Digitali richiedono a gran voce luoghi e spazi di intrattenimento e aggregazione sociale, che agevolino la socializzazione e l’incontro con la comunità locale e con altri Nomadi Digitali presenti in loco.
Quindi i SERVIZI UMANI sono anch’essi parte di ciò che è necessario fornire per rendere a 360° apprezzato il turismo in Calabria per questa tipologia di lavoratori.
Ma qui naturalmente si va oltre ciò che la singola struttura ricettiva può fare, qui entra in gioco la COMUNITA’ e le istituzioni governative.

TURISMO IN CALABRIA: I NOMADI DIGITALI COME UNA NUOVA OPPORTUNITA
TURISMO IN CALABRIA: PRO E CONTRO DELLA CLASSICA TIPOLOGIA
Il turismo in Calabria di tipo classico ha i suoi pro ma anche tanti contro, vedi ad esempio:
- la stretta stagionalità, riferita soprattutto al turismo balneare presente in percentuale maggiore, anche se A MIO AVVISO INSPIEGABILMENTE, nella regione Calabria
- la breve permanenza, il turista/viaggiatore si ferma in media circa solo 4 notti
- il turismo “mordi e fuggi” non arricchisce un territorio in termini di sviluppo sociale e culturale, risucchia la linfa vitale del luogo, un pò come è successo a Venezia
TURISMO IN CALABRIA: LE NUOVE OPPORTUNITA’ E LE CRITICITA’ DA MIGLIORARE
Come far diventare la Calabria una destinazione attraente e ospitale per Lavoratori da Remoto e Nomadi Digitali?
OPPORTUNITA’ PER IL TURISMO IN CALABRIA RELATIVO AL NOMADISMO DIGITALE
L’unicità del territorio è il tesoro in assoluto più da preservare, perchè è la chiave che fa muovere il tutto!
I Nomadi Digitali viaggerebbero e si muoverebbero nei nostri territori durante tutto l’anno, indipendentemente dalla stagione, dicono i report. Il 93% degli intervistati è interessato a vivere in piccoli comuni e borghi, in aree interne del nostro Paese, dove rispetto ai grandi centri urbani, la qualità dell’aria è migliore, i costi di vita inferiori e i ritmi meno frenetici.
Inoltre sarebbero interessati ad eventi culturali ed enogastronomici, ad attività a contatto con la natura e di socializzazione con la comunità sperimentando le tradizioni locali.
Ma la vera differenza rispetto al turista/viaggiatore è questa:
il Nomade Digitale potrebbe essere non solo un viaggiatore da ospitare nel nostro territorio, ma anche un professionista con competenze digitali importanti e che, se opportunamente ingaggiato, potrebbero essere una risorsa importante per lo sviluppo dei territori.
Avere persone che vengono da fuori, arricchisce la destinazione di punti di vista diversi che guardano e vivono i nostri luoghi con altri occhi, con un’altra mentalità, un altro background.
Restituendo così alle comunità locali che li ospitano il valore che ne ricevono, prendendo parte ad eventi e progettualità che abbiano un impatto socio-economico sulle comunità locali. Ad esempio scambi linguistici per imparare/insegnare la lingua, oppure scambi di esperienze e competenze su arti e mestieri della tradizione locale.
Un territorio che riesce a trasmettere i propri valori più profondi diventa quindi una destinazione che attrae.
La Calabria, che per decenni si è spesa per comunicare SOLO le sue bellezze litorali, ha centinaia di borghi, ognuno diverso dall’altro, con pecularità singolari e ancora autentiche. Comunità spessissimo traviate dallo spopolamento e dal bassissimo tasso di popolazione giovanile.
Una situazione che si adatterebbe perfettamente alle esigenze abitative del popolo digitale in movimento.
Penso a borghi come:
Altomonte (CS), un’isola d’arte alle porte del Pollino,
Civita (CS) con la sua comunità arbëreshe e le singolari Case Kodra,
Serra San Bruno (VV) che io chiamo la casa del Piccolo Popolo in Calabria, nulla da invidiare al verde irlandese,
Pentedattilo (RC), un ex borgo fantasma sovrastato dalla particolarissima Rocca a cinque Dita,
Gambarie (RC), conosciuto fuori solo come stazione sciistica, ma che con i cambiamenti climatici in corso dovrebbe fortemente puntare alla sua strategica posizione nel cuore d’Aspromonte, e quindi a tutto il turismo montano e naturalistico che ne conseguirebbe,
Morano Calabro (RC), il presepe perenne della Calabria,
Aieta (CS), dove le aquile volano alte e la pace delle pendici del Pollino avvolge in tramonti indimenticabili,
Mongiana (VV), dove nella verdissima comunità del Parco delle Serre sorge la gemma del Parco Villa Vittoria, ancora troppo sconosciuta,
Buovicino (CS), il borgo gentile dalla storia di pace,
Bova Superiore (RC), la capitale della Calabria Grecanica (non dite Greca per favore!),
Borgo Croce (RC), recentissima rinascita di un spopolato borgo che attira oggi 2000 visitatori a settimana.
ll turismo in Calabria anche se non ha mai puntato su questo, trova ampia materia prima in tutte le centinaia di sagre di paese di prodotti tipici, nelle feste patronali, nei festival di aggregazione sociale o di street art, a volte nemmeno sufficientemente pubblicizzati per la popolazione locale o limitrofa.
Concentrati, ahimè sempre e solo nel periodo estivo per la massiva presenza di turisti di ritorno e convenzionali. Spesso in un weekend estivo si organizzato 10-15 manifestazioni in contemporanea!
Destagionalizzare il programma eventi potrebbe essere un’opportunità per il turismo in Calabria per attrarre anche (e non solo) il popolo digitale.


CRITICITA’ PER IL TURISMO IN CALABRIA RELATIVO AL NOMADISMO DIGITALE
Nel mese di Marzo 2022 con il Decreto “Sostegni-ter” (convertito in Legge) il Consiglio dei Ministri ha approvato un emendamento che introduce ufficialmente nel nostro ordinamento giuridico la figura del Nomade Digitale.
Una rivoluzione per chi proviene da fuori Europa, che permetterebbe di vivere in Italia e lavorare da remoto temporaneamente, ottenendo un permesso di soggiorno della durata di un anno (prorogabile per un
ulteriore anno ed estendibile al proprio nucleo familiare).
E’ un inizio, ma non basta!
Leggi e normative contrattuali e fiscali ancora troppo complesse ed eccessivamente burocratiche mettono i Nomadi Digitali, che vorrebbero scegliere l’Italia come meta, in maggiore difficoltà, preferendo altri Paesi come l’isola di Bali o la Spagna. Quindi un’opera di miglioramento da parte del Governo è auspicata e attesa!
Qualcosa che potrebbe partire dal basso sarebbe quello di acquisire competenze per aiutare i Nomadi Digitali nel disbrigo di problematiche legali, fiscali, assicurative, amministrative e facilitazioni per l’ottenimento del Visto, laddove fosse possibile.
Purtroppo il 35% degli intervistati pensa che in Italia le offerte dedicate ai Nomadi Digitali siano poco strutturate e inadeguate alle loro esigenze!
Mi riferisco ad esempio alla padronanza dell’inglese e delle altre lingue, non propriamente dilagante nel Bel Paese. Uno di quei MUST che nemmeno bisognerebbe sottolineare, se si vuole entrare a contatto con queste mondo e queste persone.
Miglioramento della rete di trasporti, della connessione internet e costo di soggiorno eccessivo sono altre tre criticità che più la comunità e le istituzione governative dovrebbero nel miglior modo possibile garantire per puntare al turismo in Calabria dei Nomadi Digitali.

TURISMO IN CALABRIA: UN OSSERVATORIO NAZIONALE SUL NOMADISMO DIGITALE
Durante il Festival dell’Ospitalità a Nicotera (VV) ho partecipato ad un workshop di
Andrea Mattei, fondatore del progetto Nomadi Digitali, che ha descritto perfettamente il fenomeno del Nomadismo Digitale, sviscerando tutte le opportunità, di cui il turismo in Calabria potrebbe beneficiare.
Alberto è co-fondatore dell’Associazione Italiana Nomadi Digitali, che nasce nel 2021.
Un Ente No Profit del Terzo Settore che nasce per contribuire a rendere l’Italia una destinazione attrattiva, accogliente e ospitale per lavoratori da remoto e nomadi digitali provenienti da ogni parte del mondo.
L’Associazione vuole sostenere e promuovere attivamente la cultura del lavoro da remoto e il nomadismo digitale in Italia, con l’obiettivo di generare un impatto positivo su territori, aziende e lavoratori.
Attrarre lavoratori da remoto e nomadi digitali in Italia, rappresenterebbe una grande opportunità per differenziare l’offerta turistica tradizionale e per contribuire attivamente a ridurre il divario economico, sociale e territoriale nel nostro Paese.
Per riuscirci è importante sensibilizzare tutti gli stakeholder coinvolti e anche le istituzioni nazionali del nostro Paese affinchè possano varare nel più breve tempo possibile un quadro normativo di riferimento come molti altri paesi europei e non hanno già fatto.
All’interno dell’Associazione è stato creato un Comitato Tecnico Scientifico, composto da professionisti e docenti universitari. L’esigenza di studiare il fenomeno del Nomadismo Digitale utilizzando un approccio professionale e metodo scientifico ha portato alla creazione infine di un Osservatorio Nazionale sul Nomadismo Digitale.
E’ di fondamentale importanza creare una cabina di regia etica e credibile in grado di adottare un approccio professionale, specifico e consapevole nello studio e nell’analisi di questo fenomeno. Con l’obiettivo di evitare la disperdere di energie facendo da collettore tra i vari stakeholder coinvolti.
L’invito è rivolto quindi a tutti coloro che hanno aziende o strutture ricettive, start-up o progetti che offrono o vorrebbero iniziare ad offrire servizi per Nomadi Digitali.
Nell’attesa di movimenti più ampi dall’alto, meglio rimboccarsi le maniche e iniziare a creare un turismo in Calabria 2.0 per i Nomadi Digitali.
Se sei interessato puoi contattare l’Associazione Nazionale Nomadi Digitali tramite mail a contatti@nomadidigitali.org
Nel frattempo…seguimi se ti va su Instagram come EOS.DISCOVERY dove posto a tempo reale il mio girovagare per il mondo!
Ciao viaggiatori, alla prossima!
Eosdiscovery alias Aurora
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