Tra le spiagge da sogno che non smetto mai di cercare e scovare tra Sicilia e Calabria, ne ho scoperta una, ancora veramente poco conosciuta!!! Si tratta di Punta Cirica e dei suoi bianchi e surreali faraglioni, origine di tanti miti e leggende. Ecco come arrivare!
Indice
PUNTA CIRICA DOVE SI TROVA
Ci troviamo nella Sicilia Sud Orientale, nel territorio di Ispica, in provincia di Ragusa, a pochissimi km dal confine con la provincia di Siracusa. Punta Cirica rappresenta l’estremità est del tratto di costa chiamato Santa Maria del Focallo, Bandiera Blu dal 2011. Poi procedendo verso est la costa è occupata dalla spiaggia di Cirica fino a Punta Castellazzo dove troviamo Porto Ulisse, di cui parlerò più avanti.

PUNTA CIRICA COME ARRIVARE
Da Ragusa prendere la SS115, superare Modica e con la SS194 dirigersi verso Pozzallo. Da qui seguire le indicazioni per Santa Maria del Focallo e Pachino, si tratta di una piacevole strada panoramica costiera. Da Pozzallo calcolate 14 km e parcheggiate (non conosco un parcheggio). Se invece vieni dalle zone di Marzamemi, ci metterai circa 25 minuti, segui prima per Ispica e poi appena ne scorgi l’indicazione, per Pozzallo (usa un navigatore in questa zona perchè sono tutte stradine molto piccole e di campagna, è facile confondersi), supera Porto Ulisse e parcheggia. Che tu venga da Ragusa o da Marzamemi cerca questo punto su Google Maps:
SP67, 36, 97014 Ispica RG
Troverai un punto di accesso alla spiaggia, dove c’è un piccolo lido, un bar e una doccia a gettoni.
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PUNTA CIRICA: COME ARRIVARE AI FARAGLIONI
La particolarità di questo luogo sta tutta nella lunga falesia rocciosa bianca che segue la curvatura della costa. Questa particolare scogliera crea grotte e faraglioni a ridosso di una spiaggia di sabbia ocra, color deserto del Sahara, e finissima con un mare limpidissimo, dal fondale basso, che diventa profondo con una lentezza infinita.
Dal punto suggerito prima, per raggiungere i faraglioni, devi andare verso SINISTRA e “affrontare” un tratto di costa via mare. Nell’ultima parte non si tocca e bisogna nuotare per poche decine di metri. Ricordo che ho nuotato col braccio in alto col cellulare in mano, ma sono andata veramente allo sbaraglio, non sapevo nulla di nulla, quindi ti consiglio CALDAMENTE di portarti una bustina impermeabile per il cellulare (sempre che tu voglia portartelo dietro, non è mica obbligatorio eh!).
Alla fine arriverai presso una vasta insenatura con due grandi faraglioni, uno a forma di piramide a base stretta e uno somigliante ad una sorta di parallelepipedo.


SAI CHE…?
La parola Focallo (il lungo tratto di costa di Ispica si chiama Santa Maria del Focallo) probabilmente deriva dalla parola greca φῦκος che significa “alghe”. Il fondale in questo tratto di male è spessissimo tappezzato da praterie di Poseidonia, una pianta marina che produce ossigeno esattamente come fanno gli alberi sulla terra. Le mareggiate sfrondano le piante di Poseidonia e le portano a riva sottoforma di tappeti verde-brunastro che spesso destano orrore da chi non sa! Vengono addirittura additate come qualcosa di sporco, da eliminare! Ebbene devi sapere che ci sono delle leggi che addirittura tutelano la loro presenza e permanenza lungo i litorali. Quindi assolutamente vietata la rimozione!
Io sono nata su queste spiagge e non provo nessun ribrezzo, il quale credo derivi dalla non conoscenza dell’habitat naturale della Poseidonia e dal fatto che la sua presenza testimonia pulizia e una florida vita marina del luogo.

PUNTA CIRICA: COME ARRIVARE ALLA GROTTA SFONDATA
Non troverai da nessuna parte questa dicitura perchè… questa grotta non ha un nome ufficiale e beh gliel’ho dato io stessa!!! Per arrivare a questa grotta devi serviti di nuovo di Google Maps e scrivere Grotta Punta Cirica (ad ovest dai faraglioni), con l’auto parcheggia e cerca una sorta di scaletta sugli scogli per scendere in acqua, poi devi andare a DESTRA.

Troverai una serie di grotte sul mare dal fondale bassissimo, la grotta della foto è la prima da ovest, cioè la prima se vieni da Pozzallo. Ti sembrerà molto piccolina (nella foto ho usato un grand’angolo) e quasi sicuramente troverai tantissima Poseidonia, quindi se non sei abituato e ti desta ribrezzo, ti consiglio di riflettere su ciò che ti ho detto prima: la presenza di queste “alghe” indicano un luogo pulito e incontaminato (che poi oggi ufficialmente è pure improprio chiamarle alghe ma sono delle vere e proprie PIANTE!).⠀⠀

Ti è mai capitato di avere un inconveniente in viaggio? Di perdere il bagaglio o peggio che qualcosa ti abbia fisicamente anche impedito di partire?
Io avevo sempre l’ansia per queste cose, ma da un pò di tempo a questa parte non parto mai senza prima aver attivato la Polizza Assicurazione Viaggio di Heymondo.
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Aurora
PUNTA CIRICA E PORTO ULISSE: MITI E LEGGENDE
Porto Ulisse chiude questo tratto di costa e ne rappresenta l’estremità est. Qui sorge spontanea la domanda: PERCHE’ PORTO ULISSE?
Sappiamo bene quanto i viaggi di Ulisse oscillino tra mito e realtà, ma sembra molto verosimile che Omero, o chi per lui narrò di Ulisse, avesse una conoscenza abbastanza dettagliata della Sicilia. Ho fatto delle ricerche e questi sono gli elementi più interessanti che ho trovato:
- I compagni di Ulisse vollero approdare in Sicilia per non incorrere in Zefiro urlante e nel Vento di Noto (i venti di Ponente e di Mezzogiorno che in estate rendono difficoltosa la navigazione al largo del versante meridionale ibleo siciliano), perciò sbarcarono e tirarono a secco le navi in un porto profondo dal basso fondale (perfetta descrizione di Porto Ulisse!).
- Si narra nel poema che Ulisse prima d’incontrare Circe, nel tentativo di salvare i compagni trasformati in porci, ricevette da Hermes un antidoto per contrastare la fattura della strega. Questa sostanza dice il Dio si ricava da una pianta difficile da estirpare dal suolo per gli umani, fattibile solo per gli Dei, una pianta dalla radice scura e dal fiore bianco. Beh di fronte Cirica c’è una piccola isola, l’Isola dei Porri, la cui unica forma vegetale è proprio il porro o aglio selvatico. Il porro ha una radice verde scuro che arriva a 30 cm ed è molto difficile da estirpare e le sue capacità mediche sono conosciute sin dagli Egizi!
- Ulisse si riferisce al luogo dove abitava Circe come ad un’isola, l’Isola di Aiea, e ad un lido sabbioso dove il sole sorge ad est, presso il quale vi è una foresta di querce con tante vacche e vigne, la maga offre loro carne e vino mentre Ulisse erge la pira per un compagno morto “là dove più sporge la punta”. Ebbene questa zona una volta era ricoperta dal grande bosco della Marza, era famosa per il vino fin dall’antichità, la punta dove sorge la pira può proprio benissimo essere Punta Castellazzo.
- Infine i nomi di Circe e di Ulisse ricorrono da secoli per queste contrade: andando verso Pozzallo ci sono le “Secche di Circe”, cioè un tratto dove spesso le imbarcazioni si bloccano tutt’oggi, il porto chiamato Porto Ulisse e infine proprio la protagonista di questo articolo, Punta Cirica, non ha un nome un pò troppo assonante con la maga???

Tutte queste informazioni le ho trovate nell’interessante libro del Prof. Melchiorre Trigilia, “I viaggi e i luoghi di Ulisse in Sicilia”.
Se cerchi uno stabilimento in zona ti consiglio Porto Ulisse Beach, non l’ho testato personalmente ma mi ha dato l’impressione di essere un bel posto osservandolo da Punta Castellazzo.

PUNTA CIRICA: DOVE DORMIRE
cirica
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Ciao viaggiatori, alla prossima!
Eosdiscovery alias Aurora
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