ARTICOLO AGGIORNATO PER LA PASQUA 2023
Ecco Cosa Fare a Pasqua in una Calabria ricchissima di riti storici e religiosi, tradizioni antichissime, arte e folklore, emozionandosi per una tragica Passione e per un messaggio d’amore e di Resurrezione.
Non ho personalmente assistito a tutte queste manifestazioni pasquali, per il semplice motivo che sono legata ai riti religiosi folkloristici del mio paese, Licodia Eubea in Sicilia. Questo articolo vuole essere invece un contenitore di idee, aggiornabile anno dopo anno, per visitare la Calabria durante il periodo pasquale, scoprendo tradizioni antichissime, interessanti e coinvolgenti indipendentemente dal credo religioso.
Ho raccolto (fin’ora) 21 mete viaggio per chi visita la Calabria nel periodo pasquale, o per chi la abita ma vuole riscoprire le mille anime della proprio terra.
Nonostante la grande distanza tra un luogo e l’altro, i riti si assomigliano tantissimo tra loro. Le radici comuni affondano nelle dominazioni e invasioni passate, soprattutto quella spagnola. In ogni manifestazione però ho trovato una sfumatura diversa, una personalizzazione modellata dalla singola popolazione del luogo, che rende i riti originali e non copie in serie della stessa matrice.
La cosa più bella e importante di queste manifestazioni, non è la spettacolarizzazione, la ricchezza dei costumi o la fedeltà storica al racconto, ma il sentito e forte legame che esiste tra il rito e il popolo, vissuto con altissima intensità emotiva non intaccata dal trascorrere del tempo. Solo la salvaguardia di questo potrà garantirne la conservazione per le generazioni future.
Indice
CONTRASTI CON LE AUTORITA’ ECCLESIASTICHE
In alcuni paesi persistono riti molto molto controversi, in cui la Chiesa mantiene le distanze e mette dei veti, come per I Vattienti di Nocera Terinese e I Battenti di Verbicaro. A volte la non ortodossia del racconto e l’interpretazione popolare degli avvenimenti ha generato screzi fra le autorità ecclesiali e la popolazione. Come l’importanza data al rapporto madre e figlio durante i riti della domenica di Pasqua che mettono in ombra il significato intrinseco della Resurrezione.
TRADIZIONI RELIGIOSE POPOLARI, INNESTI DI RITUALI PIU’ ANTICHI
Infine da segnalare la contaminazione “pagana”, con usanze che risalgono a riti pagani e arcaici di cui si è conservata consapevolmente o meno la memoria oppure sono stati solo assorbiti dalla tradizione religiosa predominante. Ciò innegabilmente viene fuori da vari dettagli:
- la riuscita di certi riti viene legata all’abbondanza del raccolto agricolo, connessi probabilmente al mito di Demetra
- la partecipazione estesa, attiva ed entusiasta da parte di fasce di popolazione (che poi magari durante l’anno non praticano la religione cristiana) potrebbe riecheggiare gli antichissimi culti di Dioniso
Sono infatti tantissimi i simboli di una religione pagana, precristiana, dedita soprattutto all’adorazione della dea Demetra, dea del raccolto e dell’abbondanza. Simboli e riti che sono sopravvissuti alla religione, più o meno imposta, del cristianesimo, quasi inconsapevolmente ormai, ripetuti e tramandati per generazioni, legati indissolubilmente alla Passione del Cristo, ma che svelano un passato ancora più antico e legato ad un mondo più terreno e contadino.
Personalmente sono stata sempre affascinata dai riti e dalle tradizioni storiche, culturali e religiose dei luoghi che visito o in cui abito. Curiosa di scoprirne l’origine e il perchè. Credo che in essi ci sia tanto del tessuto sociale e delle emozioni della gente. Usando il buonsenso, non vedo nulla di sbagliato a fruirne per arricchire il nostro bagaglio culturale e la nostra anima. Lascio a te la parola nei commenti!
NOTA BENE: se leggi questo articolo e pensi che io abbia omesso una manifestazione religiosa/folkloristica pasquale calabrese fammelo sapere nei commenti, dandomi anche qualche informazione da fonti attendibili, corredata magari da foto e video. La aggiungerò all’articolo.
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COSA FARE A PASQUA NEL NORD DELLA CALABRIA
CERCHIARIA DI CALABRIA (CS) E IL SIMBOLO DEL GALLO
In processione, davanti alla statua di San Giovanni, sfila tra le ali di folla un gallo vivo, simbolo pagano di forza e rigogliosità.
LAINO BORGO (CS) E LA GIUDAICA
Nel Parco Nazionale del Pollino, precisamente nella Valle del Lao, a Laino Borgo si svolge nel giorno del Venerdì Santo, un racconto tragico storico-religioso, sottoforma di teatro itinerante, chiamato La Giudaica. Vengono rappresentate le 19 scene più significative della Passione di Cristo, dall’ultima cena al pentimento di Pietro, dall’impiccagione di Giuda al processo di Gesù, poi la Morte per crocifissione e la Deposizione del Cristo Morto.
La traccia viene data da un antico libro del 600 fedelmente rispettato. Dura più di 5 ore, inizia la mattina presto e termina con una processione verso la Chiesa Madre. I figuranti sono gli abitanti del paese stesso, si tramanda da padre in figlio e la prima edizione si pensa ebbe luogo nel 1557 ad opera dei frati domenicani. QUI trovi tutto l’itinerario nelle vie del paese.
SAN DEMETRIO CORONE (CS) E I RITI arbëreshë
Qui prende vita la Pasqua della comunità albanese arbëreshë,, in cui il rito bizantino prende il sopravvento sulla liturgia latina, anticipando la notte pasquale il sabato santo. In totale silenzio, come fecero le donne che si recarono nel luogo di sepoltura di Gesù, i fedeli si recano alla “fontana dei monaci”, in prossimità dell’antico monastero di Sant’Adriano, per sorseggiarne l’acqua. Solo dopo aver bevuto si può riprendere a parlare.
Poi davanti al sagrato della chiesa parrocchiale si accende il falò pasquale. La domenica mattina si svolge invece il rito “della buona novella” con il sacerdote e il sagrestano, che interpretano Dio e il maligno, quest’ultimo cerca di impedire l’entrata del primo in chiesa. Alla fine la resistenza del “maligno” viene vinta e si entra tutti insieme in parrocchia.
TERRANOVA DI SIBARI (CS) E I COMMOVENTI LAMENTI
Una Via Crucis candidata alla tutela Unesco quella di Terranova di Sibari (CS) permeata da canti dialettali e secolari risalenti al Medioevo. I canti commuovo, anche se è difficile capirli, dai lamenti della Madonna ai dubbi di Giuda, tutti i momenti della tragica Passione. La manifestazione ha preso spunto dal film Gesù di Nazareth di Franco Zeffirelli dal 1978 in poi.
VERBICARO (CS) E I SUOI BATTENTI
A Verbicaro ha luogo uno dei riti più singolari e crudi di tutta la regione. La sera del Giovedì Santo un gruppo di uomini, dopo una cena conviviale a base di prodotti locali in un catuoio, scalzi, vestiti con maglietta e pantaloncini rossi, con un fazzoletto in testa (nel passato serviva per mascherarli parzialmente), si percuotono a sangue le cosce, con una sorta di grosso tappo di sughero da cui fuoriescono piccole punte di vetro, chiamato Cardo.
Vagano, con le braccia conserte, quasi in trance per le vie del paese. Si fermano e si inginocchiano in alcuni punti del borgo, percuotendosi ancora e lasciando impronte del loro sangue. Alla fine i flagellanti si lavano presso una fonte, tamponano le ferite con dei panni, si rivestono e solo allora entrano in chiesa per pregare.
La ragione del gesto affonda nelle tradizioni familiari che si tramandano di generazione in generazione, o nel voto di grazia ricevuta o sperata. Il rito, nei decenni ha subìto varie critiche, opposizioni ideologiche e divieti da parte delle autorità ecclesiastiche, estinguendosi quasi negli anni ’60. Le forze dell’ordine più volte sono dovute intervenire per evitare l’ingresso di questi uomini nelle chiese mentre eseguivano il rito, come succedeva in tempi passati e come è accaduto talvolta di recente.
I riti di Verbicaro non terminano con i flagellanti. Il Venerdì Santo, infatti, alle 3 di notte dalla chiesa di San Giuseppe si snoda una processione cui prendono parte varie statue della passione di Gesù trasportate dagli abitanti del paese, varie persone vestite di bianco e incappucciate che tirano con delle corde un uomo vestito di rosso, anch’egli incappucciato che porta la croce, bambini mascherati da angioletti e donne che portano in testa, alcune in totale equilibrio, dei grandi cesti contente forme di pane circolare.
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COSA FARE A PASQUA NEL CENTRO DELLA CALABRIA
BADOLATO SUPERIORE E LA CUMPRUNTA
Dal 1802, interrotto solo per 3 anni durante la Seconda Guerra Mondiale, in questo borgo medioevale in provincia di Catanzaro, si tiene la Processione Penitenziale dei Misteri Dolorosi del Sabato Santo. 8 km in 7 ore di una lunga e lenta Via Crucis con 250 fedeli che partecipano attivamente alla rappresentazione. Poi la Domenica di Pasqua si svolge la “Cumprùnta” in cui le statue di Cristo Risorto e della Madonna si svestono dal lutto e festeggiano con il suono gioioso dei “tamburinàri”, messaggeri della Resurrezione del Cristo.
CATANZARO E LA SUA NACA
La grande processione penitenziale del Venerdì Santo catanzarese è guidata a turno dalle quattro congreghe della città. Infatti esistono quattro arciconfraternite e quattro rispettive nache, che una volta sfilavano contemporaneamente in vari percorsi lungo le vie. Dopo una grande rissa nel 1937 fu deciso per la turnazione. Dietro la Naca sfila comunque la croce colorata di ogni congrega, trasportata a spalla drammaticamente dai corrispettivi Gesù, con la corona d’asparago selvatico, e dai centurioni romani, tutti abitanti della città, molti dei quali ex voto.
DAVOLI SUPERIORE (CZ), LA NACA E I TRADIZIONALI ABETI
Fin dal 1600, la culla, o Naca del Venerdì Santo, è portata in spalla dai fedeli con la statua del corpo di Gesù, accompagnata da abeti illuminati da lumini che pendono dai rami, realizzati artigianalmente da ragazzi del posto. Anche gli alberi sono portati a mano come voto, nel 2022 sono stati 50 gli abeti e 4000 i lumini utilizzati!
DECOLLATURA (CZ), il PRESEPE PASQUALE E IL CANTO STRUGGENTE DI MARIA
Nella frazione Adami, negli ultimi 2 anni è stato allestito il Presepe Pasquale, con le piccole statuine che propongono la Passione di Cristo al posto della sua classica nascita. Inoltre la classica processione è accompagnata dallo straziante canto “U chiantu di Maria”.
NOCERA TERINESE (CZ) E IL RITO DE I VATTIENTI
Nel giorno del Sabato Santo durante la processione della Madonna Addolorata, alcuni fedeli scelgono di configurarsi come il Cristo. Indossano una maglia e un paio di pantaloncini neri, una corona di spine e si flagellano le gambe pubblicamente con il Cardo, cioè un pezzo di sughero con 13 punte di vetro o chiodi. Il sangue che fuoriesce dalle ferite viene imbevuto nella Rosa, un altro pezzo di sughero levigato, per lasciare l’impronta nelle case di coloro che escono per disinfettare le ferite de I Vattienti con del vino rosso.
Le celebrazioni della Settimana Santa a Nocera Terinese non si limitano naturalmente ai Vattienti (più o meno ostacolati dalla Chiesa al pari di Verbicaro), ma è ricca di eventi, tra cui il trasporto della croce da parte del Cireneo il Martedì Santo e la processione delle donne al “sepolcro” con i germogli di cereali cresciuti velocemente al buio.
SATRIANO (CZ) E IL CIRENEO
Qui uno dei maggiori protagonisti della Via Crucis è il Cireneo che trascina la croce.
SERRA SAN BRUNO (VV) E LA SCHIOVAZIONE
Nel cuore del Parco delle Serre, il racconto della Passione viene ricordato con la Schiovazione. Il Venerdì Santo la statua di Gesù crocifisso è tolto e “schiodato” dalla croce e deposto su di una bara, la Naca. Assieme ai cooprotagonisti del tragico evento, l’Addolorata, la Maddalena e San Giovanni, la statua del corpo di Cristo viene portata lentamente per le vie del borgo, in sommo silenzio e commozione.

TAVERNA (CZ) E LA PIGGHJIATA
Il Venerdì Santo, ogni tre anni, i Grancasciari annunciano con il suono di grandi tamburi l’inizio della Passione, viene quindi inscenata la Pigghjiata, cioè la cattura di Gesù Poi la Via Crucis con un corteo chiuso da un Gesù che arranca sotto il peso della Croce e cade tre volte in corrispondenza di una delle tre piazze maggiori del borgo.
VIBO VALENTIA E L’AFFRUNTATA
L’Affruntata rappresenta il culmine delle manifestazioni della Settimana Santa a Vibo Valentia e in tanti altri comuni limitrofi. Si svolge solitamente la domenica mattina, inizia con la statua del messaggero San Giovanni che fa la spola varie volte tra le statue del Cristo Risorto e della Madonna incredula. Poi la Madonna e San Giovanni corrono verso il Cristo.
Nel capoluogo di provincia la commossa e drammatica rappresentazione avviene sul Corso Vittorio Emanuele, dove una volta sorgeva il convento delle Clarisse, in maniera da consentire alle monache di assistere all’evento dalle grate. Nel momento dell’incontro avviene la Sbiliazione, cioè la caduta del velo nero della Madonna che lascia il posto al caratteristico vestito azzurro. Le statue portate naturalmente a spalla da devoti, riproducono anno dopo anno sempre lo stesso percorso, gli stessi gesti, la stessa sincronia dei movimenti. Anticamente i contadini dalla riuscita o meno dell’Affruntata traevano buoni o cattivi auspici per il raccolto.
LE ALTRE MANIFESTAZIONI DELL’AFFRUNTATA
- ARENA (VV), qui l’incontro fra Madre e Figlio ha la caratteristica di avvenire il giorno del Lunedì dell’Angelo e con un’impegno maggiore dal punto di vista fisico da parte dei portatori. Infatti avviene lungo una strada in salita e in curva, i portatori corrono molto velocemente e la popolazione rimane col fiato sospeso per i pochi attimi in cui si svolge il rito
- BRIATICO (VV), dopo la Messa della Domenica, a mezzogiorno esatto la Madonna, dopo aver ricevuto il messaggio di San Giovanni, tolto il manto nero, vestita stavolta da una manto rosa, va incontro correndo al figlio risorto
- PIZZO (VV), nel piccolo borgo marinaro l’Affruntata avviene il venerdì sera ed ha un’accezione non di gioia bensì di profondo dramma, in quanto ricorda il momento dell‘incontro della Madonna con il Cristo morto. San Giovanni correndo, arriva dinnanzi ad una Madonna inconsapevole e si inginocchia. Poi insieme si recano alla chiesa di San Sebastiano da cui fuoriesce la bara del Cristo, trasportata da rappresentati delle associazioni di arti e mestieri, prima solo uomini, e da qualche anno anche donne.
COSA FARE A PASQUA NEL SUD DELLA CALABRIA
BAGNARA CALABRA (RC) E L’IMPONENTE AFFRUNTATA
Le tre statue, protagoniste della Passione, a Bagnara Calabra effettuano tre percorsi diversi prima d’incontrarsi in determinati punti del borgo la Domenica di Pasqua. Prima di tutto c’è l’incontro tra San Giovanni e la Madonna, poi insieme raggiungono il Cristo Risorto.
Le statue sono molto molto grandi e imponenti, sono portate a mano da una trentina di uomini per ognuna, vestiti di bianco con una mantellina nera. Durante gli spostamenti la statua è trasportata dapprima solo da una quindicina di uomini che corrono velocissimi, i quali non appoggiano l’effige su di una spalla ma la portano con entrambe le mani a mezzo busto. Quando poi si fermano stirano le braccia verso l’alto e vengono aiutati dagli altri quindici che li seguivano.
Da qualche anno anche a Bagnara viene allestito il Presepe Pasquale
BOVA SUPERIORE (RC) E IL RITO DELLE PUPAZZE
Il Rito delle Pupazze di Bova è qualcosa di molto particolare che non ha eguali, che io sappia, nel resto della Calabria. Ho dedicato un intero articolo a questa tradizione che si svolge la Domenica delle Palme nell’antico borgo grecanico, a cui ho assistito personalmente 2 volte. Lo pubblicherò a brevissimo quindi STAY TUNE!!!

CAULONIA (RC), IL CARACOLO E LA SVELATA
Il Caracolo si svolge il Sabato Santo, è una particolare processione di otto statue, tutte rappresentanti Cristo in altrettanti momenti cruciali della sua passione, assieme a vari vessilli e rappresentanti di varie confraternite, tutti in un ordine ben preciso e stabilito da decenni.
Nell’ultima parte del percorso il movimento dei portatori assume un andamento ondulatorio e lentissimo, percorrendo circa 70 metri in un’ora. In passato il privilegio di portare le statue era assicurato solo ai vincitori di un’asta pubblica, chiamato Rito dell’Incanto. Dal 2002 questo sistema malvisto dalla Chiesa, è stato sostituito con offerte a busta chiusa da parte dei fedeli, che si assicurano la possibilità di portare le sante statue a prescindere dalla somma offerta.
L’incontro tra la Madre e il Figlio avviene anche a Caulonia tramite l’aiuto di San Giovanni che fa la spola tra i due a velocità sempre maggiore. Alla fine la Madonna si convince a vedere di “persona” e San Giovanni facendosi da parte, assiste al gioioso incontro tra Maria che si sveste del manto nero e saluta il figlio.

SAN LUCA (RC) E LA CUNFRUNTA
Il Venerdì Santo la statua della Madonna Addolorata è compianta all’interno di un’abitazione da una serie di donne vestite di nero, poi la stessa viene “chiamata” per entrare in chiesa, dove riceve la notizia della morte. La Domenica mattina la Madonna è spostata al Calvario, dove continua a piangere la morte del figlio circondata dalle donne. San Giovanni invece va dalla Chiesa al Calvario 9 volte per portare la notizia alla Madonna, la quale infine arriva dinnanzi alla statua del figlio risorto e si sveste del manto nero.
DOVE DORMIRE IN CALABRIA A PASQUA
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calabria
Ecco le 21 mete viaggio in Calabria per Pasqua che sono riuscita a scovare. Ce ne saranno sicuramente tantissime altre, che sarò lieta di aggiungere dietro vostra segnalazione. Allo stesso modo sono gradite eventuali correzioni su imprecisazioni nel racconto dei vari riti.
Nel frattempo…seguimi se ti va su Instagram come EOS.DISCOVERY dove posto a tempo reale il mio girovagare per il mondo!
Ciao viaggiatori, alla prossima!
Eosdiscovery alias Aurora
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