Da anni avevo sentito parlare di queste persone che portano avanti un mestiere antico e difficile. Sono finalmente riuscita ad incontrarli. Ti racconto ciò che ho capito e ciò che mi è stato detto da chi li conosce bene da decenni.
I Carbonai di Serra San Bruno (VV) sono una comunità che da sempre ha affascinato quelli che come me adorano scovare storie.
Non per questo amano i riflettori, anzi!
Sono persone riservate e abbastanza schive. Prendono assolutamente sul serio il tempo trascorso a lavoro e si concedono a foto o domande per pochi minuti.
La mia visita è stata sapientemente guidata da Bruno Tripodi, abitante, fotografo e preparatissimo conoscitore dell’argomento.
Ma chi sono? E perchè hanno una storia così particolare da raccontare?


Ho letto tanto sui Carbonai, in questi anni, e un pò dappertutto il messaggio che passa è che
questo mestiere sia destinato a scomparire a brevissimo
perchè le nuove generazioni si rifiutano di svolgerlo, sembra quasi che queste persone siano dei condannati a dei lavori forzati.
Non è quello che ho percepito durante la mia visita!
La vita di queste persone è indubbiamente dura, perennemente permeata da polvere nera e sacrificio. Pure dopo essere tornati a casa il loro pensiero rimane più o meno legato all’andamento della Carbonaia; quindi spesso dopo l’orario di lavoro (anche se a quanto pare non esiste un vero e proprio orario fisso), tornano al cantiere, anche solo per 10 minuti, per vedere se tutto procede senza intoppi.
Per capire bene bisogna conoscere i fondamentali del funzionamento di una Carbonaia.
Immagina intanto che questa tecnica veniva messa in pratica fin dal tempo dei fenici, quindi più di 3200 anni fa!!! Ed oggi viene svolta più o meno allo stesso modo, completamente in MANUALE.
Un mestiere che viene tramandato da padre in figlio da generazioni.
Vederli lavorare è quasi ipnotico, difficile smettere giuro!
E’ come se vedessimo attraverso uno strappo del tempo, una scena di un’era arcaica lontana da noi millenni.

Indice
COSA SONO LE CARBONAIE?
Il carbone fin dalla Rivoluzione Industriale, è stato ed è una RISORSA ENERGETICA, indispensabile (anche se oggi meno di prima). Esistono 2 tipi di carbone:
- il CARBONE FOSSILE: quello che si forma e si estrae da miniere sotterranee
- il CARBONE VEGETALE: prodotto dalla carbonizzazione della legna, tramite una Carbonaia
In Italia le Carbonaie tutt’oggi esistenti sono pochissime, a Serra San Bruno è in funzione la più grande in pianta stabile, con attualmente sei cantieri e circa 30 carbonai.

COME FUNZIONA UNA CARBONAIA?
Per ottenere il prodotto finito si passa attraverso diverse fasi:
- SCARICO DELLA LEGNA: oggi arriva e viene scaricato al cantiere direttamente da mezzi di trasporto pesanti, una volta il Carbonaio trascorreva buona parte dell’anno in montagna per avere più vicina la materia prima
- FORMAZIONE DELLA CUPOLA o “SCARAZZO”: la legna più grossa la si dispone al centro lasciando il posto alla caldaia, un condotto vuoto verticale centrale, dalla parte più apicale fino a terra, da dove parte l’accensione. La legna più sottile è addossata e disposta negli strati più esterni fino a formare una sorta di cupola o “scarazzo”. Infine la cupola viene ricoperta di terriccio come ultimo strato, per chiuderla ermeticamente e isolarla da ossigeno, pioggia o neve, compattando con una pala
- ACCENSIONE DELLA CARBONAIA: tramite brace e paglia inserita all’interno della caldaia, il Carbonaio esperto riesce per 15/20 giorni a far “cuocere” il legno molto lentamente, evitando il fuoco vero e proprio che ridurrebbe in inutile cenere tutta la cupola. Gestendo la combustione riuscirà anche ad ottenere il calore necessario a sottrarre acqua dal legno, praticando dei fori alla base che faranno arrivare l’aria al centro. Questa, essendo calda risalirà e trovando tutto chiuso sarà obbligata a ricircolare tra gli interstizi del legno portando con se l’umidità della legna
- COTTURA DELLA CARBONAIA: dopo 15/20 giorni di lenta “cottura” si passa alla scarbonatura
- SCARBONATURA: avviene a mano con delle vanghe, gli operai scompongono la Carbonaia costituita ormai solo da pezzi di carbone e cenere. Da 30 quintali di legna si ricavano 5 quintali di carbone
I Carbonai lavorano a cottimo, quindi ricevono la materia prima, cioè la legna, dal datore di lavoro, nel nostro caso dalla Carbon Sud e il loro guadagno dipende esclusivamente dalla quantità di carbone ottenuto. Non hanno degli orari fissi di lavoro, ma devono garantire una presenza quasi costante alla Carbonaia che esige un controllo continuo, pena la possibilità di perdere tutta la struttura.
Spesso sono padre e figlio o 2-3 operai che si prendono la responsabilità di una singola Carbonaia e tra di loro si alternano e si organizzano nel lavoro. Oggi a Serra San Bruno sono circa 60 le Carbonaie che in contemporanea sorgono nelle varie fasi sopracitate.


Ti e’ mai capitato che dopo aver programmato tutta una vacanza e poi una febbriciattola magari di tuo figlio, abbia mandato tutto all’aria? Oppure che la compagnia aerea ti abbia perso il bagaglio?
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IL MESTIERE DEL CARBONAIO E’ IN VIA D’ESTINZIONE?
La nostra guida, Bruno Tripodi, ci ha raccontato dell’amore che per 40 anni ha visto legare i Carbonai al loro lavoro, senza nessuna maledizione o costrizione di sorta nello svolgerlo, anzi! Quando nel pomeriggio spesso tornano a dare un’occhiata, dicono di andare a “civare” la Carbonaia, cioè a dar da mangiare, ad assisterla, come se fosse una persona cara.
Riflettendo insieme, abbiamo sviscerato tutti gli aspetti positivi di questo mestiere:
- Questo lavoro non ha orari nè domeniche, ma l’operaio gestisce il suo tempo da solo, non ha un capo a cui rendicontare (tranne per gli apprendisti)
- Fino a qualche decina d’anni fa, chi svolgeva questo lavoro viveva per circa 6 mesi continuamente in montagna, obbligatoriamente lontano dalla famiglia, dove costruiva la Carbonaia. Oggi vive e lavora vicinissimo al borgo dove sorge l’azienda Carbon Sud. La legna infatti oggi viene trasportata con i mezzi direttamente qui
- Negli ultimi anni il rialzo dei prezzi del petrolio e del gas ha reso più competitivo l’uso del carbone per produrre energia elettrica, certo una nota dolente per l’ambiente e per l’energia sostenibile, ma un’opportunità per i produttori di carbone vegetale. Quindi il mestiere del carbonaio è abbastanza remunerativo, oggi più di qualche anno fa
In definitiva il mestiere del Carbonaio, almeno a Serra San Bruno, non sembrerebbe in estinzione. Ho visto con i miei occhi alcuni giovani Carbonai, ragazzi tra i 20 e i 30 anni e per le stime di mercato dei prossimi 10-20 anni, la richiesta del carbone sarà costante.
Lavoro duro e sacrificante? SI ma svolto con amore, passione e dedizione, nessuno sfruttamento o lavoro sottopagato.
Nessuna storia triste e commovente ma un bell’esempio di lavoro manuale e antico svolto nella splendida cornice dei boschi serresi.
Per visite guidate contattare Bruno Tripodi nella sua pagina Facebook.
Ringrazio Serreinfestival e l’associazione “Condivisioni” per l’invito.

DOVE DORMIRE A SERRA SAN BRUNO
Noi in quest’occasione abbiamo dormito al Duca di Calabria, un hotel sito a Spadola, un paesino a 10 minuti da Serra con tanto verde intorno, camere molto spaziose e tante torte fatte in casa per colazione.
Se vuoi dormire invece dentro Serra, posso consigliarti l’Hotel Conte Ruggero, molto centrale, tutto si raggiunge a piedi. Pulito, ottimo rapporto qualità/prezzo, buonissima la colazione sia dolce che salata. Proprietari gentilissimi.
Per tutte le altre strutture di Serra San Bruno puoi prenotare direttamente da qui:
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Se sei vuoi visitare questo bellissimo borgo circondato da verdissimi boschi e ricchissimo di cose da fare e vedere leggi il mio articolo dedicato:
Serra San Bruno in Calabria: fuga d’autunno tra funghi e foliage
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Ciao viaggiatori, alla prossima!
Eosdiscovery alias Aurora
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